BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

NANOTECNOLOGIE/ Fasci supersonici per depositare nanoparticelle: come superare la crisi

Pubblicazione:

Elettrodi d’oro depositati su substrato polimerico (cortesia  L. Ravagnan)  Elettrodi d’oro depositati su substrato polimerico (cortesia L. Ravagnan)

E in Italia cosa si sta facendo? Ci sono diversi e autorevoli gruppi che si occupano dello sviluppo dell’elettronica flessible come l’equipe altamente qualificata diretta da L. Lorenzelli presso la Fondazione Bruno Kessler di Trento. Ma in questo contesto vorremmo cogliere l’occasione per raccontarvi la storia, per ora agli inizi, ma estremamente promettente, di un gruppo di giovani ricercatori dell’Università di Milano. Questi hanno mosso i loro primi passi nel laboratorio diretto da Paolo Milani, dove da diversi anni si effettuano studi su materiali nanostrutturati prodotti utilizzando una tecnica innovativa che permette di sintetizzare e depositare, mediante fascio supersonico, nanoparticelle su substrati di qualsiasi natura.

Qui Luca Ravagnan, già distintosi per alcune ricerche di base su una nuova fase allotropa del carbonio, ha utilizzato, con i suoi collaboratori, tale tecnologia per la metallizzazione di substrati polimerici flessibili ed estensibili. La novità di questo approccio consiste essenzialmente nel fatto che le nanoparticelle vengono impiantate nel polimero senza indurvi alcuna degenerazione, come invece avviene attualmente per altri processi di metallizzazione. I materiali così prodotti, oltre a mostrare un elevato grado di biocompatibilità, sono in grado di sopportare reiterate e significative deformazioni mantenendo intatte le proprietà di trasporto elettrico e integrità della metallizzazione.

L’applicazione principe individuata dalla giovane squadra si è rivolta all’ambito dei Dispositivi Medici Impiantabili come, ad esempio, elettrodi per neurostimolazione in alternativa a quelli oggi comunemente utilizzati, che in molti casi si rompono e/o si spostano dalla sede dell’impianto inducendo, oltre che la perdita della funzionalità, indesiderati processi infiammatori. I rilevanti risultati ottenuti non sono stati confinati a una pur bella e utile pubblicazione su una delle riviste più importanti nel settore dei nuovi materiali come Advanced Materials, ma si è concretizzata in un brevetto e nella costituzione nel 2011 di una società: la WISE srl (Wiringless Implantable Stretchable Electronics).

Questo piccolo, agile e altamente qualificato team ha già ricevuto numerosi riconoscimenti nazionali e internazionali per l’innovazione e l’attività imprenditoriale. In particolare recentemente WISE ha ricevuto i premi “Start Cup Milano Lombardia 2011” e “Nanochallenge 2011”, quest’ultimo dotato della cifra di 300.000 euro. Ora questa giovane realtà, condotta sulla base di un solido piano di crescita imprenditoriale, si appresta allo sviluppo e messa a punto di un prodotto innovativo da immettere sul mercato.
 
Che dire? La crisi economica forse non è l’ultima parola sullo spirito e la capacità di intrapresa tutta italiana. Ci auguriamo perciò che altri esempi di imprenditoria giovanile, alcuni già in atto, siano il volano efficiente e di successo per il trasferimento tecnologico di quella tanta e buona ricerca che ancor oggi viene fatta in Italia.



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.