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GEOLOGIA/ Uno scienziato testardo e il mistero delle pietre levigate

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Il mistero delle pietre levigate  Il mistero delle pietre levigate
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Il terremoto è di forza notevole, circa 5,3 gradi di magnitudo, e scuote le pietre adagiate nella vallata: «il suono era tremendo, come il rumore di migliaia di piccoli martelli», racconta Quade, che nel frattempo si doveva tenere aggrappato al suo masso, «la roccia sulla quale mi trovavo girava come una trottola e rimbalzava contro un’altra roccia. Temevo di cadere e venire schiacciato». Dopo essere riuscito a mantenersi sulla cima del masso, Quade si è convinto della bontà della sua ipotesi riguardante la levigatura dei massi: «sono rimasto stupito quando questo terremoto è arrivato e ci ha mostrato che effetti poteva creare».

Ma un terremoto al massimo di qualche minuto basta per giustificare la levigatura di massi così grandi? I geologi stimano quei massi essere nella vallata da uno o due milioni di anni. Questo periodo di tempo, combinato con il fatto che in quell’area si registra in media un terremoto di una certa entità ogni quattro mesi, suggerisce che in media ogni masso ha sperimentato dalle 50.000 alle 100.000 ore di scontri e trituramento.

«Questo processo risponde a un mistero che mi ha divorato per anni: come fanno i massi a essere trasportati lontano dalle colline quando c’è così poca pioggia?», si chiede Quade, «come potresti erodere un certo paesaggio di una regione nella quale non piove mai?». La risposta è la medesima: attività sismica. «Ma questo mi fa venire in mente pianeti come Marte. Potrei prevedere che lo stesso tipo di “folla” di massi possono essere trovati su Marte, se la gente li cercasse».

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