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PROTAGONISTI/ Aliante o pipistrello? Il dilemma di Leonardo è in volo verso Marte

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L'elicottero di Leonardo  L'elicottero di Leonardo
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In queste ricerche Leonardo ha percorso diverse tappe. Dapprima si è indirizzato all’imitazione del volo degli uccelli tramite il movimento di ali coperte di piume; passando gradualmente dal modello dell’uccello a quello del pipistrello, dotato di ali con nervature connesse da una membrana. Poi ha cercato un’analogia tra il moto degli uccelli nell’aria e quello dei pesci nell’acqua; e ha capito che era necessario conoscere meglio il mezzo in cui avviene il volo. Tornando agli studi di fattibilità della macchina per volare, ha valutato le due soluzioni alternative: il modello “aliante”, con ali fisse, e quello degli ornitotteri, cioè gli animali che battono le ali.

Le numerose note sull’argomento – ci ha lasciato 500 disegni e 35.000 parole – indicano che inizialmente avrebbe scelto la seconda soluzione, con l’ulteriore dilemma tra uccello e pipistrello. Ha progettato anche un apparato per testare le ali (disegno nel Ms D 88 v, conservato all’Institut de France a Parigi) e, pensando ai problemi di sicurezza, ha disegnato una sorta di paracadute dalla strana forma piramidale, da realizzare in lino trattato in modo da ridurne la permeabilità: il disegno è del 1485 ed esattamente tre secoli dopo, nel 1785, J. P. Blanchard eseguirà con successo la prima discesa col paracadute.  

Circa l’effettivo svolgimento di prove con volontari umani, non esistono documentazioni di voli realmente eseguiti; ma le premesse che attestano questa sua intenzione ci sono tutte; è celebre la citazione del matematico Gerolamo Cardano, nel De subtilitate, che afferma: «è finita male per quei due che recentemente hanno tentato di volare. Leonardo da Vinci, di cui ho già parlato, ha cercato di volare, ma non ha avuto successo; egli è un grande pittore».

Più tardi si convincerà della maggior praticabilità delle ali fisse; ma i risultati continueranno ad essere deludenti. I fallimenti infine, lo porteranno a pensare all’elica e all’innalzamento verticale, col celebre disegno che il solito gioco del “precursore” fa pensare a tutti al bisnonno dell’elicottero.

Adesso tutti questi tentativi stanno compiendo un volo di quelli che Leonardo non aveva osato immaginare; a bordo di una navicella frutto non più dell’intuizione geniale di una singola mente vulcanica ma di un complesso lavoro di squadra, fatto di tanti piccoli miglioramenti progressivi che rendono difficile condensare in un momento o in un disegno l’avvenimento dell’invenzione.



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