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SCOPERTE/ Dalle fumarole dell’Isola di Vulcano emergono nuovi minerali

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Un ricercatore mentre campiona sull'isola di Vulcano  Un ricercatore mentre campiona sull'isola di Vulcano

Saranno certamente tra le star alla trentatreesima Mostra di Minerali, Fossili e Conchiglie, il prossimo 10 e 11 dicembre presso l’Ergife Palace Hotel a Roma: sono Massimo Russo dell’INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia), Italo Campostrini, Carlo Maria Gramaccioli e Francesco De Martin dell’Università di Milano, gli scienziati del team protagonista della scoperta di nuove specie di minerali sull’Isola di Vulcano (Eolie).

I ritrovamenti derivano dallo studio sistematico dei minerali di origine fumarolica presenti all’isola di Vulcano; una ricerca intrapresa negli ultimi cinque anni nell’ambito di una convenzione stipulata tra la sezione napoletana (Osservatorio Vesuviano) dell’INGV e il Dipartimento di Chimica Strutturale e Stereochimica Inorganica dell’Università degli studi di Milano. Grazie a questi studi, i ricercatori hanno identificato ben diciotto nuove specie mineralogiche: si tratta di cloruri, fluoruri, solfati, solfo cloruri e altri ancora. Un buon numero di queste è attualmente esclusivo dell’isola, in quanto non rinvenuto in nessun altro posto al Mondo.

Le diciotto specie minerali scoperte dal team sono state sottomesse e approvati da una  Commissione sui nuovi minerali (CNMNC) dell’International Mineralogical Association (IMA), composta di minerologi di tutto il mondo, che funge da organismo di controllo per l’approvazione di nuovi minerali e ha il compito di assegnare i nomi alle nuove specie e di riconoscerle ufficialmente come minerali esistenti e presenti sul Pianeta.

L’ispirazione per i nomi viene ovviamente dalla mitologia. Così un minerale è stato battezzato come Adranosite, da Adrano, Dio indigeno del fuoco e delle acque venerato nella omonima città in provincia di Catania; un altro si chiamerà Hephaistosite, da Efesto ovvero lo stesso Vulcano figlio di Zeus e di Era, dio del Fuoco nella mitologia greca.

Attualmente è documentata sull’isola la presenza di oltre cento specie mineralogiche. Dalla ricerca si risulta che l’isola è la località tipo (Type Locality) per 25 specie di minerali; il che significa che ciascuno di tali minerali è stato trovato in questa località per la prima volta al mondo.

Negli anni passati, lo studio della chimica dei minerali avveniva con metodologie di analisi laboriose; la moderna strumentazione di analisi ha permesso, negli ultimi venti anni, di portare il numero delle nuove specie mineralogiche da 2.000 a 4.700. 



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