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MUSEO/ Archimede torna a metter su casa a Siracusa

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La mostra dedicata ad Archimede  La mostra dedicata ad Archimede
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Ma non ci sono solo la meccanica e l’idraulica. C’è tutta la parte matematica, a partire dal fascino dei grandi numeri, che Archimede, spinto dall’attrattiva dell’infinito, ha trattato in una delle sue opere più importanti, l’Arenario, contribuendo a porre ordine nell’intricato sistema di numerazione greco, basato sull’uso delle lettere dell’alfabeto e su regole molto complesse. I numeri usati oggi, di origine indo-araba, erano sconosciuti al mondo ellenistico. Due installazioni mostrano alcuni dei sorprendenti aspetti della matematica dei grandi numeri. In una viene materializzata la miriade, cioè 10.000, e si può valutare il suo rapporto con le unità di misura lineari, di superficie e di volume: è piuttosto sorprendente constatare che 10.000 palline del diametro di un centimetro sono disposte in un tubo trasparente lungo 100 metri, in un quadrato di un metro di lato, in un cubo di 22 centimetri di lato. Nella seconda si può invece osservare come anche nel caso dei solidi, quando il numero degli elementi in gioco è molto elevato, il comportamento generale diventa simile a quello di un fluido.

Ma cosa si potrà vedere fin dai prossimi giorni a Siracusa? Sempre sul versante della matematica, ci saranno i celebri tredici solidi semiregolari, detti appunto archimedei. Poi le sezioni coniche e alcune loro famose applicazioni: dagli specchi ustori al microfono parabolico. Si potranno anche disegnare sulla sabbia delle spirali, forme geometriche molto presenti in natura, azionando una punta metallica con l’unione combinata di due movimenti: uno rotatorio e uno lineare. Se si sposta il cursore con velocità costante, si ottiene una spirale di Archimede, che ha la particolarità di allontanarsi dal centro ad ogni giro della stessa quantità; se lo si sposta con velocità crescente si possono disegnare altri tipi di spirale, ad esempio quella logaritmica. E si potrà anche giocare con lo Stomachion (tradotto “il gioco che fa impazzire”), forse il primo esempio di gioco matematico della storia; è formato da una serie di pezzi che compongono un quadrato ma possono essere mescolati e accostati fra di loro per costruire una grande varietà di forme.

Il visitatore ha a disposizione 14 tessere di diversa forma che, in una opportuna configurazione, possono comporre un quadrato o produrre fantasiosi disegni suggeriti da un monitor. Forse Archimede se ne serviva come supporto nelle dimostrazioni matematiche; ma non è escluso che lo utilizzasse come svago tra una dimostrazione e l’altra.

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