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MUSEO/ Archimede torna a metter su casa a Siracusa

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La mostra dedicata ad Archimede  La mostra dedicata ad Archimede

L’indirizzo è piazza Archimede, Siracusa: lì, da sabato 3 dicembre, si insedierà nientemeno che Archimede, che torna nella sua Siracusa dopo 22 secoli. È la conseguenza della decisione degli eredi Pupillo di destinare lo storico palazzo di famiglia a sede di un museo che esalterà l’opera del più illustre concittadino; e insieme è l’esito dell’attività di Agorasophia, società partecipata del Cnr, che gestirà l’iniziativa di dar vita all’Arkimedeion, appunto la casa di Archimede. Così tutti potranno incontrare il grande scienziato, celebre presso il grande pubblico per il suo “Eureka” col quale annunciava la scoperta del principio del galleggiamento e per la citazione (riferita da Simplicio nel VI secolo) «Datemi un punto d’appoggio, ed io muoverò la Terra». Ma l’opera e la rilevanza di Archimede vanno ben oltre; e l’Arkimedeion promette di offrire una visione e una conoscenza più completa e stimolante dell’opera di questo grande dell’antichità.

Se ne può già avere un’anteprima visitando la mostra “Eureka!” allestita in questi giorni presso il Museo della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano, dove resteranno esposti 12 dei 24 exhibit realizzati dal Cnr e che permettono un accostamento interattivo e accattivante alla vasta produzione scientifica del genio siracusano. A cominciare proprio dal principio della leva, sperimentabile attraverso una grande installazione dove il visitatore può sollevare con poco sforzo un’altra persona seduta all’interno di una struttura che richiama la forma della Terra. L’exhibit autoportante è costituito da un montante in acciaio con incernierata un’asta alla quale sono appese tre maniglie per azionare il sollevamento da diverse distanze: il peso della persona seduta e il peso applicato sono misurati tramite celle di carico e visualizzati su dei display.

Poi c’è la possibilità di ripetere l’ingegnoso esperimento eseguito da Archimede per smascherare, come racconta Vitruvio, l’orefice che aveva aggiunto metalli di scarso pregio alla corona d’oro del re Gerone. Tre oggetti dello stesso peso (una corona stilizzata e due lingotti di forma diversa) vengono calati in tre recipienti identici contenenti la stessa quantità di fluido. Appositi strumenti misurano la forza peso quando gli oggetti sono fuori dall’acqua e quella diminuita della spinta di Archimede, quando gli oggetti sono immersi. La lettura degli strumenti permette di affermare che la spinta subita dalla corona è uguale a quella subita da uno dei due lingotti; dal che si ricava che il volume del lingotto così individuato è uguale a quello della corona in quanto la spinta di Archimede è pari al peso del liquido spostato e quest’ultimo è proporzionale al volume del solido immerso. Il peso specifico della corona e del lingotto risultano quindi identici e se ne può dedurre che sono fatti dello stesso materiale.



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