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ANTARTIDE/ Il fascino di cercare gli aerosol nei cristalli di ghiaccio a Baia Terranova

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Immagine d'archivio  Immagine d'archivio

Le attività sperimentali che ho svolto riguardano principalmente lo studio dei processi di rimozione dell’aerosol in nube e quindi il loro trasferimento nei cristalli di ghiaccio. Tali processi vengono studiati sia in laboratori freddi (a circa – 15 °C) dove è possibile fare crescere, in condizioni controllate, i cristalli di ghiaccio e osservare i diversi meccanismi di cattura dell’aerosol; sia in atmosfera, campionando durante le precipitazioni (nevicate) i singoli cristalli per poi osservare al microscopio elettronico l’eventuale presenza di particelle di aerosol al loro interno. Tali misure integrano i dati relativi al bilancio di massa dei ghiacci antartici (ghiaccio precipitato e ghiaccio sciolto nel mare), permettono di approfondire gli effetti indiretti degli aerosol sul clima e di approfondire i meccanismi relativi al trasferimento degli aerosol dall’aria alla neve e quindi alle carote di ghiaccio.

La base MZS  è gestita dall’Enea per quanto riguarda gli aspetti logistici e i trasporti di merci e personale, mentre il CNR è responsabile per il coordinamento dei diversi progetti di ricerca approvati dalla Commissione Scientifica Antartica (CSA).  La base è una vera e propria città, con esigenze logistiche e impiantistiche impegnative e complesse: così ci sono meccanici, elettricisti, impiantisti, informatici, guide alpine e personale dell’Aeronautica Militare per la gestione delle numerose operazioni effettuate con gli elicotteri e i Twin Otter (piccoli aerei a turboelica) per il trasporto del personale e lo svolgimento delle attività scientifiche in zone distanti dalla base.

E non si può chiudere un breve report dalla missione antartica senza un cenno allo scenario naturale che fa da sfondo permanente alle nostre ricerche. Il paesaggio circostante la base Mario Zucchelli è di una incomparabile bellezza sia per chi viene la prima volta sia per i veterani ed è caratterizzato, nella prima parte dell’estate antartica, dal mare ghiacciato (pack) e dalla enorme lingua del ghiacciaio Campbell che si estende in questo mare gelato. Poi dopo la metà dell’estate antartica anche il pack si scioglie e consente l’arrivo della nave, proveniente dall’Italia, per le operazioni di chiusura della stazione, l’imbarco dei mezzi e degli uomini e il rifornimento di combustibile che sarà poi utilizzato in base il successivo anno.

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