BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SUPERVIRUS/ Influenza aviaria, allarme bioterroristi

Pubblicazione: - Ultimo aggiornamento:

Immagine d'archivio  Immagine d'archivio

Un supervirus da proteggere a ogni costo: se cadesse in mano a dei terroristi sarebbe un rischio globale. Non è la trama di un film di fantascienza come se ne sono visti parecchi con questo tema, ma la realtà. Scienziati olandesi e americani hanno infatti compiuto esperimenti sul virus dell'influenza aviaria producendone una alterazione parecchio contagiosa e di conseguenza potenzialmente pericolosa per l'essere umano. Tale è il rischio che un tale supervirus possa cadere nelle mani sbagliate che è dovuto intervenire il governo americano con una richiesta di parziale censura relativamente ai dati ottenuti in tale esperimento. Esiste infatti una speciale commissione del governo Usa, il  National Science Advisory Board for Biosecurity che si occupa per motivi di sicurezza di monitorare tutto quanto avviene nel mondo dei laboratori scientifici. Durante l'allarme immediatamente successivo agli attacchi dell'11 settembre 2001, infatti, si verificò il caso di alcuni tentativi di attacchi terroristici con polvere di antrace. Si vuole dunque evitare il ripetersi di tale situazione anche perché il nuovo supervirus potrebbe causare una epidemia mondiale con conseguenze incalcolabili essendo di tipo ancora più pericolosamente efficace. Ecco allora che il comitato di sorveglianza ha chiesto direttamente a due delle più prestigiose riviste scientifiche al mondo ("Science" e "Nature") di pubblicare solo una minima parte dei risultati dell'esperimento a differenza di quanto fanno di solito, in particolare solo i risultati finali. In questo modo dovrebbe essere impossibile poterlo riprodurre privatamente. Si tratta di supervirus, aggressivo come l'H5N1 che provoca l'influenza aviaria, ma parecchio più contagioso: sarebbe anche peggio dell'antrace. Ovviamente la richiesta del comitato di sicurezza governativo americano non può essere imposta per legge, per cui le due riviste potrebbero anche infischiarsene, ma sembra che i relativi direttori abbiano fatto sapere di prendere in seria considerazione la richiesta. Hanno però anche fatto una loro richiesta al porposito.



  PAG. SUCC. >