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FISICA/ Fissata la tabella di marcia per la caccia alle astroparticelle

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Il terzo progetto segue le orme dell’osservatorio Pierre Auger situato in Argentina per lo studio dei raggi cosmici. Infine il progetto LAGUNA (Large Apparatus studying Grand Unification and Neutrino Astrophysics), per l’astrofisica dei neutrini a bassa energia (dalle supernovae e dai neutrini solari, geo e atmosferici) ma anche per le ricerche di fisica fondamentale senza acceleratori (ad esempio il decadimento del protone). Dati i suoi elevati costi, questo programma potrà essere sviluppato solo su base mondiale; inoltre, i tempi della sua realizzazione dipendono dalla conferma o meno, nei prossimi due anni da parte del Cern, di un parametro detto Teta13, che consentirà di condurre poi misure molto raffinate della massa del neutrino.

Il terzo gruppo riguarda progetti su una scala temporale maggiore, con infrastrutture di grandi dimensioni, nei settori dell’energia oscura e della rilevazione delle onde gravitazionali. Nel primo caso i fisici delle astroparticelle svolgono un ruolo primario in molti programmi internazionali, come quello recentemente deciso dall’ESA (Agenzia Spaziale Europea) per il 2018 e affidato al satellite EUCLID (del quale ilsussidiario.net ha parlato in anteprima) o quello dell’osservatorio LSST (Large Synoptic Survey Telescope), prevalentemente supportato dagli Usa, previsto anch’esso per il 2018, in costruzione in Cile e complementare a EUCLID.

Sul versante delle onde gravitazionali, i megaprogetti portano il nome di E.T., che non sta per extraterrestre bensì per Einstein Telescope, un’antenna sotterranea di terza generazione; e di LISA (Laser Interferometer Space Antenna), il primo osservatorio spaziale per onde gravitazionali di bassa frequenza, la cui conferma dipenderà dal successo della missione tecnologica di test LISA-Pathfinder che sarà lanciata nel2014.

Ce la farà l’Europa a sostenere il peso di simili imprese? Forse da sola no. Lo ha ammesso Hermann-Friedrich Wagner, presidente del consiglio di amministrazione di ASPERA: «Sappiamo che alcuni di questi progetti di grandi dimensioni avranno bisogno di un approccio globale. Ecco perché abbiamo invitato i nostri colleghi provenienti da altri continenti per discutere di come si possa riuscire insieme nella realizzazione di tali infrastrutture». Quel che è certo è che ne varrà la pena: sono in palio le risposte ad alcune tra le più affascinanti domande sull’Universo: sulla sua natura, sul suo inizio e sul suo futuro.

 

 

(Michele Orioli)



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