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SCOPERTE/ Dietro le classifiche, le domande che ancora muovono la scienza

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Un acceleratore del Cern di Ginevra  Un acceleratore del Cern di Ginevra

C’è un’altra parola che ben si addice a sintetizzare, su un altro versante, il 2011: è stato l’anno di Fukushima; l’anno dei dibattiti, su scala sia globale e che locale, sull’ambiente e sulle scelte energetiche compatibili; l’anno di un’accelerazione nelle ricerche e applicazioni, non sempre condivisibili, delle cellule staminali. In tutti questi ambiti la parola più impegnativa, ricorrente ma di difficile interpretazione, è “responsabilità”. Non riguarda solo i decisori e non può essere separata dal cammino della conoscenza, come un’aggiunta “etica” o, più riduttivamente, solo normativa. È quella cui si riferiva Benedetto XVI nel discorso del 2006 all’Università di Regensburg parlando di “comune responsabilità per il retto uso della ragione”. È una parola che accompagna la ricerca fin dal suo inizio, e che dovrà accompagnare gli scienziati anche nel 2012.



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COMMENTI
29/12/2011 - inesaurita comprensione (Antonio Servadio)

Articolo eccellente. Proprio perché la "comprensione" è "inesauribile" (nel senso letterale del termine), chi pratica (consapevolmente o no, nei fatti o a parole) atteggiamenti di "scientismo" dimostra che non ha compreso la natura della scienza. Essa non è in grado di generare "certezze", perché non garantisce "verità definitive". Qualsiasi prospettiva ne riserva o ne riserverà altre, anche del tutto imprevedibili. Quel che "ieri" appariva definitivo, sicuro, completo, "oggi" appare in una luce differente, a volte risulta del tutto superato. In campo scientifico non possono esistere "dogmi". Quando una acquisizione "consolidata" scivola fuori dall'orizzonte della critica per annidarsi a riposare negli angli quieti della coscienza diventa -presto o tardi- "dogma" e pertanto oggetto di "fede" dunque perde il proprio connotato originale "scientifico". Giustissimo anche distinguere il piano cognitivo, tecnico e tecnologico della scienza dal piano etico, delle scelte, delle "politiche" e quindi anche delle "responsabilità" collettive. Un livello di lettura richiede l'altro, e vice versa. Ma non vanno confusi come troppo spesso si fa.