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SCOPERTE/ La sfida delle sfide: fare a meno del petrolio

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Le Nazioni Unite avevano proclamato il 2011 “Anno internazionale della chimica” e nei mesi passati ilsussidiario.net ha pubblicato alcuni articoli per presentare vari aspetti di questa scienza “centrale”. È stato così approfondito il contributo della chimica nello sviluppo, validazione e conservazione di farmaci e si è aperta una finestra sul mondo degli zuccheri e sulla loro importantissima funzione nei fenomeni di interazione tra le cellule. L’assegnazione del premio Nobel per la Chimica 2011 a Dan Shechtman, ricercatore dell’Istituto Israeliano “Technion”, ha portato ad approfondire la sua scoperta dei cosiddetti “quasi cristalli”. E, sempre in tema di premio Nobel, non si poteva non ricordare Marie Sklodowska Curie, che un secolo fa ricevette la stessa onorificenza per i suoi studi sulla radioattività, dopo essere stata insignita anni prima del Nobel per la fisica.

Un altro centenario, la pubblicazione dei risultati ottenuti da Rutherford sulla struttura dell’atomo, ha dato lo spunto per la mostra “Atomo: indivisibile? Domande e certezze nella scienza”, curata dall’Associazione Euresis ed esposta al Meeting di Rimini. In quella sede è stata riproposto un pensiero di uno dei padri della chimica organica, Friedrich August Kekulé, che a metà dell’Ottocento diceva: «Anche se il progresso scientifico condurrà un giorno a una teoria della costituzione degli atomi chimici, per quanto importante tale conoscenza potrà essere per la generale filosofia della materia, essa porterà piccole differenze alla chimica. Gli atomi chimici saranno sempre i blocchi della costruzione chimica».

Oggi, anche grazie alle conseguenze degli esperimenti di Rutherford, si sono comprese le leggi naturali che tengono insieme gli atomi nelle molecole mediante i cosiddetti “legami chimici”, usando gli elettroni per gettare ponti stabili tra gli atomi. È così diventato possibile riprodurre in laboratorio anche le molecole naturali più complicate e sintetizzarne di nuove, completamente artificiali e mai apparse prima sulla faccia della Terra.

Un anno celebrativo, il 2011, che ha permesso di ripercorre i successi ottenuti in più di due secoli - da quando la chimica si è separata con decisione dagli aspetti magici dell’alchimia e ha assunto il metodo scientifico come pratica del suo agire - e ricordare i contributi che questa scienza ha dato e offre ancora al benessere dell’umanità. Ma si tratta di un percorso scientifico ormai concluso, che lascia solo spazio a nuove applicazioni, o ci sono ancora settori del mondo naturale da esplorare e sfide da raccogliere da parte dei chimici?



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