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EVENTI/ Quando la tecnologia è felice. Ma pone tante domande

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L’Ipnoducente di Kirchoff  L’Ipnoducente di Kirchoff

Cosa dice il “quadro in movimento” di Bill Viola con i due ragazzi che in modo separato fanno un identico percorso dalla nebbia alla luce e ritorno? La tecnologia (in questo caso la trattazione digitale delle immagini) rende proponibile e ripercorribile una esperienza – quella comunicata dall’artista - in modo molto efficace, attraverso un linguaggio facilmente comprensibile, e apre alla possibilità di un paragone, di una domanda, appunto. Ancora, “l’Ipnoducente” di Kirchoff, con quell’atmosfera di rapporto inesistente, pur nell’abbondanza dei mezzi di comunicazione,  attraverso l’immedesimazione urge a un paragone. Che dire poi del video di Ghanal, sull’eroico tentativo di andare in bicicletta da piazza San Pietro a Piazza del Popolo a Roma?

Il commentario della mostra tratta il video alla stregua di uno spot per la bicicletta elettrica (questo tipo di riduzione è il vero pericolo nel visitare la mostra), ma molto più interessanti sono le domande che nascono stando sul sellino e pedalando tra le auto: è una storia “vera”. Vera è anche la video animazione del cinese Cao Fei, seppur tutto virtuale, con quel dittatore che non è Mao, ma potrebbe esserlo, sprofondante nel mare, quel grande braccio di gru sospeso nel cielo senza il suo sostegno, il panda volante, la bandiera rossa su lontano sospesa ne cielo e il turbinoso movimento che dà un po’ il senso della velocità e un po’ del vuoto: è impossibile non “entrare” nel video e provare quell’attrazione e quella nausea insieme che spingono a chiedersi ciò che vale e ciò che non ha valore.



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