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SPAZIO/ La cometa da non perdere nella notte di San Valentino

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Una ricostruzione dell'incontro tra la cometa Temple-1 e la sonda Deep Impact (Foto Ansa)  Una ricostruzione dell'incontro tra la cometa Temple-1 e la sonda Deep Impact (Foto Ansa)

Ce n’è abbastanza per alzare l’aspettativa per il rendez vous di questa notte. La sonda che lo effettuerà si chiama Stardust-Next, dove l’aggettivo sta per New Exploration of Tempel; ma significa anche “prossima” in quanto c’era già stata una missione Stardust, lanciata nel febbraio 1999 e andata, per la prima volta, a raccogliere materiale extraterrestre da oltre la Luna. Ha raccolto infatti 56 kg di campioni della cometa Wild 2, riportandoli a Terra in un’apposita capsula che è atterrata nel deserto dello Utah il 15 gennaio 2006.

 

La sonda poi è stata riprogrammata e ne è derivata questa nuova missione, che è di tipo low-cost, a basso rischio, ed è pronta per l’appuntamento con Tempel-1, per regalarci 72 immagini ad alta risoluzione della chioma e del nucleo, così come accurate misure delle dimensioni, composizione e distribuzione del flusso di polvere emessa nella chioma. L’ora della massima intimità sarà alle 5:37 (ora italiana) del 15 febbraio, quando si potranno vedere dettagli della superficie del nucleo delle dimensioni di pochi metri.

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