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SPAZIO/ La luna "frizzante" di Saturno, sorvegliata speciale dalla sonda Cassini

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Un'immagine di Encelado (Foto Ansa)  Un'immagine di Encelado (Foto Ansa)

Nel 2009 Cassini ha sciolto il dilemma, scoprendo che i ricercati sali di sodio e potassio e i carbonati erano “invisibili” perché nascosti all’interno delle particelle ghiacciate dei pennacchi. Il preziosissimo lavoro di Cassini ha permesso inoltre di scoprire spaccature nella coltre di ghiaccio nelle quali la temperatura è più alta della media, arrivando a 180 gradi Kelvin (circa 90 gradi centigradi sotto lo zero). Dalle osservazioni si è perciò iniziato a cercare una spiegazione anche per temperature così “elevate”.

 

Ma come si sono potuti formare questi enormi depositi d’acqua e da cosa trae origine questa emissione di elementi volatili ed energia? Dennis Matson, planetologo della Nasa che ha partecipato allo studio e lo ha presentato pubblicamente, sostiene che l’origine deve essere interna alla coltre di ghiaccio: «Il calore deve fluire dall’interno in misura sufficiente a fondere parte del ghiaccio del sottosuolo e creare cisterne sotterranee».

 

Probabilmente, i moti mareali interni dovuti all’attrazione gravitazionale di Saturno danno origine a enormi forze di attrito interne al ghiaccio, liberando così grandi quantità di calore, che scioglie li ghiaccio e riscalda l’acqua fino a temperature impensabili. Matson ha mostrato misure di temperatura dell’acqua emessa sulla superficie vicina alle spaccature al polo sud prossime allo zero centigrado. In alcuni punti, il calore rilasciato è pari a 6 Gigawatt, cioè quanto una dozzina di centrali elettriche di medie dimensioni, molto più dell’energia rilasciata da un’area terrestre equivalente come estensione.



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