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ENERGIA/ La "trappola" elettrica che può far decollare l’eolico

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L'impianto eolico offshore di Rodsand, in Danimarca (Ansa)  L'impianto eolico offshore di Rodsand, in Danimarca (Ansa)

L’analisi fotografa un decennio in cui il sistema elettrico italiano ha conosciuto profonde modifiche strutturali che hanno riguardato tutte le componenti della filiera elettrica, dalla produzione alla trasmissione fino alla distribuzione e all’utilizzazione, nonché notevoli interventi sui diversi fronti legislativo, normativo e regolatorio.

 

Uno dei cambiamenti principali ha riguardato la connessione alla rete di un consistente parco di generazione a ciclo combinato, composto sia da nuovi impianti che da impianti esistenti convertiti, creando indubbiamente un impatto fondamentale sullo sviluppo del sistema elettrico di trasmissione. Parallelamente, anche se con dimensioni non paragonabili, si è assistito a un notevole incremento della potenza installata da fonte rinnovabile, in particolare eolica, afferente nella quasi totalità dei casi alla rete di trasmissione di zone già caratterizzate da alcune carenze infrastrutturali.

 

La risposta del gestore di rete alla crescente esigenza di connessione e integrazione della fonte eolica si è inizialmente concentrata sulla rete di sub-trasmissione per poi gradualmente prevedere interventi dedicati anche sul sistema primario, sia estendendo alla fonte eolica i benefici di opere già pianificate che prevedendo nuovi interventi unicamente asserviti a tale fonte di produzione. Ciononostante, il ritmo di crescita della potenza eolica e lo sviluppo effettivo della rete nel decennio in esame hanno portato a situazioni prima definite dallo stesso gestore potenzialmente critiche, con riferimento alla possibilità di limitazioni della produzione eolica per vincoli di rete, e poi effettivamente resesi tali negli ultimi tre anni.

 

Va detto che l’integrazione dell’eolico nel sistema elettrico è effettivamente una sfida impegnativa. Che però altri Paesi hanno vinto. C’è evidentemente un problema di bilanciamento e di adeguata integrazione dei nuovi impianti nella rete e c’è la necessità di una rete più stabile perché l’eolico in Italia possa svilupparsi, almeno nelle zone dove le condizioni geofisiche lo consentono.



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