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AMBIENTE/ 2011: un anno per ascoltare il richiamo delle foreste

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Il 20 dicembre 2006, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha adottato una risoluzione che proclama il 2011 Anno Internazionale delle Foreste, al fine di sostenere l’impegno verso la conservazione e la gestione sostenibile delle foreste di tutto il mondo.

 

Non a caso, il logo dell’iniziativa (riportato a fine articolo) è icona degli elementi fondamentali della gestione forestale sostenibile: l’importanza di una visione a 360 gradi del rapporto uomo-foresta, una risorsa multifunzionale preziosa, in grado di soddisfare una lista crescente di esigenze per le generazioni presenti e future, e in senso più ampio, in grado di proteggere la qualità e la diversità dell’ambiente.

 

Poche cifre bastano per render conto di quanto appena affermato. Le foreste presenti sul pianeta, con una superficie pari a circa il 31% delle terre emerse, ospitano l’80% della biodiversità degli ecosistemi terrestri; contengono una quantità di carbonio, tra biomassa e suoli forestali, superiore alla quantità presente in atmosfera; inoltre, circa il 40% dell’ossigeno presente in atmosfera è prodotto dal polmone verde del pianeta, le foreste pluviali; difendono il suolo e proteggono le acque, riducendo i rischi ambientali

 

Non solo. Le attività economiche legate alle foreste influiscono sulle condizioni di vita di 1 miliardo e 600 milioni di persone in tutto il mondo. Qualche esempio: il commercio dei prodotti forestali legnosi ha un valore di 327 miliardi di dollari l’anno; anche i prodotti forestali non legnosi (funghi, frutti di bosco, piante medicinali, ecc.) rappresentano un’importante risorsa commerciale valutata in 11 miliardi di dollari l’anno; più di un quarto delle medicine utilizzate nella medicina moderna usa principi derivanti da piante forestali delle foreste tropicali, per un valore di 108 miliardi di dollari l’anno.



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