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AMBIENTE/ 2011: un anno per ascoltare il richiamo delle foreste

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Varie sono poi le prospettive a livello di pianificazione e gestione, così come espresse dalla comunità scientifica (ad esempio, Università della Tuscia di Viterbo e Accademia Italiana di Scienze Forestali di Firenze) e implementate a livello nazionale dal Corpo Forestale dello Stato e dalle amministrazioni forestali delle Regioni. Alcuni esempi:

 

1) tutela della complessità paesaggistica dei sistemi forestali, contrastandone l’abbandono e la frammentazione e favorendone la rinaturalizzazione strutturale e compositiva e la loro funzione in termini di connettività ecologica;

 

2) integrazione degli obiettivi di conservazione della biodiversità forestale nelle politiche per i cambiamenti climatici;

 

3) prevenzione selvicolturale e protezione dagli incendi boschivi;

 

4) promozione del ripristino e del mantenimento della funzione di difesa delle formazioni forestali riguardo all’assetto idrogeologico, alla regimazione delle acque e al mantenimento della loro quantità e qualità;

 

5) promozione della partecipazione delle comunità locali come elemento chiave della gestione, valorizzandone i saperi tradizionali;

 

6) promozione della comprensione delle relazioni tra servizi ecosistemici dei boschi e benessere umano e loro remunerazione (payments for ecosystem services).

 



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