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ASTRONOMIA/ Sulle Ande il telescopio più grande del mondo “targato” Europa

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Il luogo scelto per la costruzione del telescopio extralarge dell'Eso, situato sul monte Cerro Armazones, nel deserto di Atacama in Cile (Foto Ansa)  Il luogo scelto per la costruzione del telescopio extralarge dell'Eso, situato sul monte Cerro Armazones, nel deserto di Atacama in Cile (Foto Ansa)

Mentre i telescopi spaziali continuano a inondarci di spettacolari immagini, si riaprono grandi prospettive per l’astronomia da terra. Nel 2012 dovrebbe iniziare la costruzione di tre giganteschi telescopi: il Giant Magellan (24,5 metri in Cile) e il Thirty Meter (30 metri alle Hawaii), ad opera di Usa più altri Paesi; e l’europeo Extremely Large Telescope (E-ELT), a cura dell’European Southern Observatory (ESO), che con i suoi 42 metri diventerebbe il più grande mai realizzato. La recente proposta del Brasile di entrare a far parte dell’ESO non fa che ravvivare il dibattito sul futuro dell’osservazione astronomica. «Da quando moderne tecnologie di controllo della qualità ottica per i telescopi terrestri sono diventate accessibili, stiamo assistendo a un fiorire di progetti per strumenti astronomici da terra», dice Giovanni Pareschi, direttore dell'INAF-Osservatorio Astronomico di Brera, che ilsussidiario.net ha incontrato insieme al collega Stefano Covino dello stesso Osservatorio.

 

Perché è ancora utile e importante costruire telescopi terrestri?

 

I grandi risultati ottenuti dagli strumenti osservativi dallo spazio hanno probabilmente portato alla sensazione che, in un certo senso, l’astronomia da terra fosse una specie di retaggio del passato, ormai relegata in secondo piano dalle moderne possibilità tecniche. Nella realtà, è vero l’esatto contrario. Se da una parte la possibilità di osservare al di fuori dell’atmosfera terrestre presenta vantaggi e opportunità ben note e valorizzate, le osservazioni da terra offrono vantaggi di altro genere. Prima di tutto esiste il fattore costo: la più semplice delle missioni spaziali ha un costo di almeno un ordine di grandezza superiore ai più sofisticati progetti da terra. E in aggiunta, un progetto a terra permette, per esempio, una continua interazione con gli scienziati che, evidentemente, non è possibile immaginare per uno strumento satellitare. Questo fa sì che gli strumenti a terra possano essere dotati di tecnologie d’avanguardia, aggiornate continuamente nel corso della loro vita operativa, presentando quindi potenzialità per certi versi speculari a quelle dei progetti spaziali. Non dimentichiamo, infine, che le moderne tecnologie di controllo della qualità ottica degli strumenti da terra hanno sensibilmente ridotto il divario di qualità fra osservazioni terrestri e spaziali. Oggigiorno i più moderni strumenti da terra sono dotati di tecnologie capaci di fornire risoluzioni paragonabili, in determinate condizioni, a quelle ottenibili dallo spazio.

 

Che tipo di telescopi terrestri si stanno progettando?



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