BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

ASTRONOMIA/ Sulle Ande il telescopio più grande del mondo “targato” Europa

Pubblicazione:

Il luogo scelto per la costruzione del telescopio extralarge dell'Eso, situato sul monte Cerro Armazones, nel deserto di Atacama in Cile (Foto Ansa)  Il luogo scelto per la costruzione del telescopio extralarge dell'Eso, situato sul monte Cerro Armazones, nel deserto di Atacama in Cile (Foto Ansa)

Possiamo evidenziare due filoni principali di sviluppo. Da una parte abbiamo strumenti relativamente di piccola taglia (piccola, beninteso, rispetto ai principali strumenti oggi disponibili) però dotati di un elevato grado di automazione. In pratica, si tratta di telescopi completamente robotici capaci in completa autonomia di compiere pesanti compiti osservativi con un alto livello di specializzazione. Il secondo filone è quello, naturalmente, dei telescopi giganti di futura generazione. Tramite le tecniche di controllo a cui si accennava, è oggi possibile pensare a telescopi con specchi di diametro di diverse decine di metri formati in realtà da numerosi specchi di dimensioni più ridotte e mantenuti nella corretta configurazione in modo da avere qualità ottiche complessive paragonabili quelle pensabili con ipotetici specchi in blocco unico. A lato di tutto questo dovremmo però ricordare anche un’altra categoria di telescopi da terra che stanno diventando un sempre più importante strumento di ricerca. Si tratta dei telescopi Cerenkov, ovvero telescopi specializzati per l’osservare della cosiddetta luce Cerenkov emessa da particelle di alta energia in interazione con l’atmosfera della Terra. Questi telescopi - dalla struttura abbastanza simile, in apparenza, a quelli di normali telescopi ottici - permettono di osservare radiazioni di altissima energia dagli oggetti celesti aprendo un’ennesima, e importante, finestra osservativa per gli astrofisici.

 

Quali sono le location più favorevoli?

 

Al momento appare difficile trovare siti più adatti di quelli offerti del deserto di Atacama nel nord del Cile. Dal punto di vista della qualità del cielo e della dimensione geografica è decisamente il posto più interessante come anche testimoniato dalla densità di telescopi fra i più avanzati al mondo presenti o progettati nella zona. Un’altra zona altrettanto valida, ma nell’emisfero nord, è probabilmente costituita da alcune delle isole dell’arcipelago delle Hawaii. Invece, pare ci siano prospettive interessanti anche se accompagnate da sfide tecnologiche di rilievo, per il continente antartico. Sono in corso studi per la classificazione delle qualità ottiche del cielo antartico, che mostrano in alcuni casi risultati eccezionali, sebbene con ancora necessità di meglio definire le condizioni tipiche di osservazione.

 

I tre progetti che partiranno l’anno prossimo, saranno concorrenti o complementari?

 

Questi progetti, una volta arrivati all’operatività, saranno inevitabilmente concorrenti. Tuttavia, a livello di progetto si è cercato di evitare inutili duplicazioni e quindi in un certo senso saranno protagonisti di una competizione cordiale e, plausibilmente, fruttifera. Non diversamente peraltro da quello che accade ora, dove la disponibilità del complesso di strumenti più avanzati al mondo per l’astronomia ottica da terra, il VLT, non implica che non ci siano altri complessi di telescopi anche nella stessa area che compiono con successo ricerche in settori di punta.

 

Cosa significa l’ingresso del Brasile nell’ESO e che effetto può avere sulla realizzazione del telescopio?



< PAG. PREC.   PAG. SUCC. >