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ASTRONOMIA/ Sulle Ande il telescopio più grande del mondo “targato” Europa

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Il luogo scelto per la costruzione del telescopio extralarge dell'Eso, situato sul monte Cerro Armazones, nel deserto di Atacama in Cile (Foto Ansa)  Il luogo scelto per la costruzione del telescopio extralarge dell'Eso, situato sul monte Cerro Armazones, nel deserto di Atacama in Cile (Foto Ansa)

In termini scientifici, si tratta della possibilità di usufruire del contributo di scienziati figli una tradizione di grande valore e che vedono nella recente e potente crescita economica, e sociale, del Brasile il trampolino per un ingresso in grande stile nello scenario internazionale. Il Brasile va ormai annoverato fra le potenze economiche del Pianeta e accanto a un’integrazione scientifica, peraltro già molto avanzata, vediamo ora un’integrazione tecnologica e gestionale. È difficile in termini specifici definire aree dove l’astronomia brasiliana possa giocare un ruolo di primo piano. Peraltro l’ESO è un esempio vincente di organizzazione scientifica internazionale e i benefici saranno sia per l’organizzazione, che può godere di nuove idee ed entusiasmo (oltre che del supporto economico), sia per l’astronomia brasiliana, che usufruirà di maggiori possibilità di interazione internazionale. Per fare un esempio, l’ingresso dell’Italia in ESO nel 1982 ha provocato a tutti gli effetti un cambio generazionale e culturale profondo, e positivo, nell’astrofisica italiana, di cui beneficiamo ancora oggi.

 

Qual è il ruolo dell’Italia nelle osservazioni astronomiche da terra?

 

L’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) e le università italiane partecipano alla realizzazione dei nuovi telescopi attraverso organismi internazionali come ESO o la Comunità Europea, assumendosi la responsabilità diretta della realizzazione di alcuni sottosistemi. Importante è anche la partecipazione all'implementazione di questi grandi telescopi di ditte italiane, in prima linea nell'innovazione tecnologica.

 

(a cura di Mario Gargantini)



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