BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

CLIMA/ Castellari (CMCC): le cinque mosse per salvare il futuro dell’Europa

Pubblicazione:

Foto Ansa  Foto Ansa

Cresce il ruolo dell’Italia nel panorama europeo della tutela ambientale e in particolare sui temi dei cambiamenti climatici. Sarà infatti il Centro Euro-Mediterraneo per i Cambiamenti Climatici (CMCC) a coordinare i lavori del nuovo European Topic Centre (ETC/CCA) dedicato agli impatti dei cambiamenti climatici, alle vulnerabilità e alle strategie di adattamento. Il consorzio ETC/CCA lavorerà sotto la supervisione tecnica e scientifica di Sergio Castellari del CMCC e vedrà anche la partecipazione di altri nove partner provenienti da otto stati europei. Con Castellari abbiamo approfondito scopi e prospettive della nuova iniziativa.

 

Che cosa ha spinto l’Agenzia Europea per l’Ambiente (AEA) a istituire in questo momento l’European Topic Centre?

 

Nei prossimi cinquant’anni in Europa i cambiamenti climatici potranno causare effetti non trascurabili su importanti settori economici, in particolare l’energia, l’agricoltura, i trasporti, il turismo e la sanità. Inoltre, potranno provocare una perdita di ecosistemi e della biodiversità e incidere anche su certe fasce sociali, come gli anziani, i disabili e le famiglie a basso reddito. Gli impatti potranno variare in Europa da regione a regione: particolarmente a rischio possono essere le aree costiere e montagnose e le pianure alluvionali. La Commissione Europea ha presentato nell’aprile 2009 un documento strategico (Libro bianco Adattarsi ai cambiamenti climatici: verso un quadro d’azione europeo) su come l’Europa può affrontare meglio i cambiamenti climatici. Il documento stabilisce un quadro d’azione, incentrato sui seguenti punti: consolidare la base delle conoscenze sui rischi e le conseguenze dei cambiamenti climatici; tener conto dell’impatto del fenomeno dei cambiamenti climatici nelle principali politiche dell’Ue; combinare le diverse misure politiche per ottenere il miglior effetto possibile; sostenere più ampi sforzi internazionali di adattamento; operare in collaborazione con amministrazioni nazionali, regionali e locali. Questo quadro d’azione attraverso cui ridurre la vulnerabilità dell’Ue e dei suoi Stati membri agli impatti dei cambiamenti climatici ha un approccio graduale in due fasi: una prima nel periodo 2009-2012 con l’obiettivo di preparare una strategia europea di adattamento; una seconda fase dal 2013 con l’obiettivo di attuare la strategia proposta.

 

Quali sono in questo quadro gli obiettivi principali dell’European Topic Centre?



  PAG. SUCC. >