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SCOPERTA/ Smascherate le cellule "traditrici" che favoriscono il tumore del pancreas

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Foto Imagoeconomica  Foto Imagoeconomica

Dalle indagini si è visto che nel tumore al pancreas questo meccanismo risulta purtroppo alterato. Invece che produrre le giuste molecole pro-infiammatorie, i linfociti T secernono citochine che favoriscono ulteriormente la progressione della malattia, rendendo di fatto inutile la risposta immunitaria. Citochine che nel corso della ricerca sono state già state identificate e che, grazie a ciò, rendono possibile lo sviluppo di terapie in grado di alterarne la funzione. Per alcune di queste molecole, infatti, sono già disponibili anticorpi capaci di bloccarne l’attività.

 

Come dichiara la dottoressa Maria Pia Protti, responsabile del gruppo di ricerca che ha effettuato lo studio, «questa ricerca rappresenta un passo in avanti sia nella conoscenza dei meccanismi biologici che rendono il carcinoma del pancreas un tumore particolarmente aggressivo, sia nell’identificazione di nuovi target terapeutici che consentiranno di mettere a punto, nei prossimi anni, nuove strategie terapeutiche».

 

Quanto dimostrato dal gruppo di ricerca milanese è solamente uno dei tanti esempi di “furbizia” dei tumori. Non più tardi del mese scorso, in un articolo pubblicato dalla rivista PNAS, è stato dimostrato che uno dei tumori più diffusi a livello cerebrale, il glioblastoma, pur di sopravvivere è in grado di trasformare alcune delle proprie cellule in vasi sanguigni per potersi così autoalimentare.



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