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ENERGIA/ La fonte più alternativa che "vale" 15 miliardi di euro

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Per efficienza energetica s’intende la capacità di sfruttare tutte le risorse tecnologiche o organizzative per utilizzare in modo razionale l’energia, consumandone meno a parità di servizio reso. Facendo leva sull’efficienza energetica, che può a buon diritto essere considerata la principale “fonte” alternativa, sarà più facile per l’Italia centrare il bersaglio assegnatole dalla direttiva comunitaria del 17% di energia prodotta da fonti rinnovabilinei consumi energetici finali, da raggiungere nel settore elettrico, termico e dei trasporti.

 

Assumendo per il nostro Paese un consumo finale di energia al 2020 di circa 166 Mtep (milioni di tonnellate equivalenti di petrolio), il target del 17% corrisponde in termini assoluti a circa 28 Mtep di energia da fonti rinnovabili, che però si ridurrebbero a 19 grazie a opportune misure e iniziative capillari di efficienza energetica.

 

Cosa significa, in pratica? Confindustria ha compiuto un’analisi di impatto economico sul sistema paese di una politica volta alla promozione e incentivazione dell’efficienza energetica. Dopo un’accurata verifica dei consumi e della potenzialità dei risparmi, l’analisi costi-benefici si è concentrata sui alcuni settori industriali e alcune tecnologie particolarmente efficienti, quali: trasporti su gomma (automobili e veicoli commerciali leggeri); motori elettrici con inverter; illuminazione nell’industria, nel terziario e illuminazione pubblica; riqualificazione edilizia nel settore residenziale e terziario; impianti di climatizzazione (caldaie a condensazione e pompe di calore); elettrodomestici (frigoriferi, congelatori, lavatrici, lavastoviglie, forni, pompe di calore per acqua calda sanitaria, caminetti e stufe a biomassa, condizionatori portatili); sistemi UPS (gruppi statici di continuità); cogenerazione; rifasamento.

 

A conti fatti, l’effetto complessivo sul sistema paese di opportune misure di efficienza energetica nei settori sopra elencati è stimato da Confindustria in 15.377 milioni di euro: tale cifra deriva da un impatto positivo sul sistema energetico di 30.806 milioni di euro, calcolato come valorizzazione economica dell’energia risparmiata e della CO2 non emessa; ad esso va sottratto un onere netto per il bilancio dello Stato pari a 15.429 milioni di euro.



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