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EUGENETICA/ E' nato il “Bambino-medicina”. Il suo sangue curerà i suoi fratelli

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Globuli rossi  Globuli rossi
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LA FECONDAZIONE ASSISTITA - Nella fecondazione assistita vengono prelevati gli ovuli dalle ovaie della donna, e successivamente fertilizzati con il seme del marito o di un donatore esterno. Tale processo avviene, appunto, in vitro e, dopo 3-6 giorni, l’embrione venutosi a formare viene impiantato nell’utero.

La tecnica fu sviluppata nel Regno Unito da Patrick Steptoe e Robert Edwards (quest’ultimo ottenne, per le scoperte legate a tale ricerca, il Nobel per la medicina nel 2010). La prima bambina nata con questo processo fu Louise Brown, nata a Londra il 25 luglio 1978.

LE FASI  - In una prima fase, alla donna vengono somministrati dei farmaci che provochino un'iperovulazione, per poter disporre di un numero maggiore di ovociti da prelevare. Una volta che gli ovociti sono ritenuti maturi, vengono collocati in appositi recipiente con del seme maschile, affinché uno spermatozoo vi penetri all’interno. A volte vengono utilizzate tecniche di fertilizzazione assistita come l'ICSI (Intracytoplasmatic Sperm Injection, o iniezione intracitoplasmatica dello spermatozoo), con la quale lo spermatozoo viene iniettato artificialmente nel citoplasma dell'ovocita.

Una volta che si forma l’embrione, questo viene introdotto nell’utero, di norma entro 72 ore: la speranza è che si annidi, mettendo radici nella mucosa uterina per potere ricevere calore e nutrimento dalla madre. Di norma, per bilanciare i rischi di parti plurigemellari e per aumentare, al contempo, le probabilità di successo, si impiantano tre embrioni.


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