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INNOVAZIONE/ Le micro trappole per costruire i computer del futuro

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Le nuove ricerche rischiano di far diventare il pc, così come lo conosciamo adesso, uno strumento obsoleto (Foto Ansa)  Le nuove ricerche rischiano di far diventare il pc, così come lo conosciamo adesso, uno strumento obsoleto (Foto Ansa)

Il sistema, descritto in un recente articolo apparso su Nature, e sviluppato nell’ambito dei Progetti Microtrap e Scala finanziati dal Sesto programma quadro UE, si pone come un solido punto di partenza per la costruzione dei tanto attesi computer quantistici. Sono passati appena sei anni da quando gli scienziati dell’Università di Innsbruck hanno realizzato il primo byte quantistico: un computer quantistico con otto particelle quantiche entangled (cioè intrecciate).

 

«Si tratta ancora oggi di un record, tuttavia per arrivare all’utilizzo pratico di un computer quantistico, che esegua calcoli e procedure, abbiamo bisogno di molti più bit», così ha commentato il professor Rainer Blatt, il leader del team di ricerca. «Abbiamo realizzato il primo byte quantistico in una trappola ionica elettromagnetica, ma in queste trappole non possiamo stipare un grande numero di ioni e controllarli contemporaneamente».

 

Per risolvere il problema, gli scienziati hanno sviluppato un metodo innovativo basato sui concetti formulati dai fisici teorici Ignacio Cirac e Peter Zoller, considerati i leader nei settori degli atomi freddi e dell’ottica quantistica e, in generale, dello studio del mondo microscopico per costruire sistemi di comunicazione quantistici. Hanno quindi iniziato a progettare un computer quantistico basato su un sistema di tanti piccoli registri da collegare tra loro.



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