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NUCLEARE/ L’esperto: le nuove centrali sono già più sicure di Fukushima

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La centrale di Fukushima prima e dopo il terremoto (Foto Ansa)  La centrale di Fukushima prima e dopo il terremoto (Foto Ansa)

Dall’incidente di Tmi in avanti si è così progettato l’impianto per evitare tale possibilità. In pratica, si sono adottate due misure: la prima di inserire nel contenitore, che racchiude il reattore e i sistemi collegati, potenti ricombinatori di idrogeno-ossigeno, mediante l’uso di appositi catalizzatori; la seconda, ancora più drastica, di sostituire l’aria del contenitore con azoto, che per sua natura non reagisce con l’idrogeno: questo si può fare perché in funzionamento il contenitore è inaccessibile dal personale.

 

I miglioramenti di sicurezza non si limitano a questo, ma riguardano molti altri aspetti come impermeabilità del contenitore, il suo sicuro raffreddamento, l’alimentazione delle pompe, l’utilizzo di sistemi passivi di raffreddamento che entrano in funzione in presenza dell’evento incidentale, senza richiedere energia esterna. «Forse, l’aspetto concettuale più rilevante e più innovativo riguarda la possibilità di fronteggiare i cosiddetti incidenti “severi”, cioè quelli che si avrebbero se nessun sistema di protezione funzionasse. Questi difatti comporterebbero la fusione del combustibile, che deve essere raffreddato in qualche modo; anche in questo caso due sono le soluzioni adottate: l’uso di un grande crogiolo posto sotto il reattore, dove il combustibile fuso può disporsi con una geometria che consente il suo raffreddamento; oppure una modifica del sistema che comporti che il combustibile fuso rimanga sempre all’interno del recipiente del reattore, dove viene solidificato, perché il recipiente viene raffreddato da acqua in ebollizione che riempie una cavità che lo circonda».

 

Come parziale conclusione, il professor Lombardi lascia intendere che molto probabilmente gli insegnamenti che verranno da questi incidenti nei reattori giapponesi sono già stati recepiti nella progettazione dei nuovi reattori e certamente di quelli previsti dal programma italiano.



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COMMENTI
17/03/2011 - Quel che non va nel nucleare è la sua gestione! (GianMarco Tavazzani)

Io (ingegnere nucleare impianti 1980 albo MB A405) non discuto QUI ED ORA che un aereo sia sicuro, discuto la serietà della compagnia che ne cura la manutenzione e forma i piloti. POI… ne parlo qui: http://www.facebook.com/home.php?sk=group_207964829218870&ap=1 Tempi prima del primo kWh, costi (smantellamento compreso, visto che Formigoni le vuole rifare ogni 20 anni!!!!), ritorni,