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NUCLEARE/ L'esperto: le radiazioni? Intorno a noi, ma quelle Giapponesi qui non faranno danni

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La centrale di Fukushima (Foto: ANSA)  La centrale di Fukushima (Foto: ANSA)

 

Per quanto riguarda la situazione locale,  i lavoratori dell’impianto e le popolazioni la situazione non è chiara ma le autorità locali stanno tenendo un atteggiamento prudente, con l’allontanamento degli operatori dai reattori e con lo sgombero della popolazione, Al momento non si hanno notizie chiare, la situazione in questi impianti è molto variabile nel tempo. Adesso si hanno rilasci intermittenti di radioattività dovute alle operazioni di intervento, essenzialmente effettuate con acqua per il raffreddamento degli impianti. Non siamo in presenza di una situazione consolidata che può far parlare di rischio stabile per la popolazione, sebbene il fatto di aver disposto l’evacuazione della popolazione è certamente legato alla presenza ad un rischio definito di superare quelle che vengono chiamate “dosi di intervento”,  oltre le quali vale la pena di pensare di indurre una serie di traumi  legati proprio alla delocalizzazione di una quantità notevole di pubblico. Certo è una situazione a rischio che può portare all'assunzione della dose annuale in pochissimi minuti. Ecco perché il contingente dei lavoratori impegnati negli impianti giapponesi è stato ridotto al minimo. Sulle conseguenze di ciò che sta succedendo la situazione è complessa ma non è paragonabile a Chernobyl dove c'è stata una esplosione e un incendio che hanno portato a un rilascio massivo nell'ambiente di radioattività.
 
In che modo ci si può proteggere da queste fughe radioattive?
 
Ovviamente con lo sgombero delle zone contaminate, ed evitando di assumere alimenti che possono essere stati contaminati da ricadute radioattive. Nel caso di rischio di esposizione a composti di iodio radioattivo, potrebbero essere  poi somministrate alla popolazione radiazioni tavolette  contenente  iodio stabile. Questo iodio va a saturare il bisogno che ne ha la tiroide, impedendo poi che quello radioattivo venga assorbito da questo organo. Viene chiamata “iodio profilassi” per  "blocco metabolico  della tiroide" dato che l’accumulo di radioiodio in questo organo ne può provocare un’esposizione localizzata che può essere molto significativa. 
Nei casi nei quali vi sia stata una esposizione considerevole al corpo intero, come è avvenuto per gli operai che sono intervenuti sul reattore di Chernobyl, con dosi superiori a  vari sievert,  il danno più grave riguarda gli tessuti che producono gli elementi del sangue, come il midollo osseo. In questi casi estremi si procede  allora con il trapianto di midollo osseo.
 
Qui in Europa dobbiamo temere in qualche modo quanto sta avvenendo? I giornali titolano "Il mondo ha paura"…
 
Direi che invece che on Europa possiamo stare assolutamente tranquilli. Al momento abbiamo una circolazione di aria in alta quota che va dal Giappone verso gli Stati Uniti: già a quel punto la distanza garantisce  una enorme diluizione dei contaminanti che dovessero liberarsi dalle centrali.  Se dell'eventuale aria contaminata dovesse proseguire fino in Europa, arriverebbe da noi dopo aver fatto il giro del globo con tutto quello che comporta, cioè una ancora maggiore diluizione e conseguente ulteriore  perdita di pericolosità. Ciò anche nel caso di un incidente massivo, paragonabile a quello di Chernobyl. Visto che al momento non ci sono i presupposti per un simile paragone e vista la distanza con il luogo dell’incidente, non c'è da preoccuparsi. Saranno le apparecchiature apposite, in quanto molto sensibili,  ad avvertire probabilmente un qualche livello di radiazione, ma  questo non è da confondersi con la presenza di  alcun rischio per la popolazione. Teniamo poi conto che in Lombardia disponiamo delle attrezzature e della strumentazione migliore d'Europa per il controllo dell'aria. Il sistema che abbiamo allestito già molti anni fa e che è sempre operativo è studiato in modo tale da permettere, in tutti i casi in cui potrebbe insorgere l’esigenza, di   studiare gli interventi del caso con assoluta tranquillità. Al momento comunque la nostra strumentazione non ha ancora rilevato nulla di anormale: le prime tracce dell’incidente, se mai pervenissero nelle nostre zone, potrebbero arrivare la prossima settimana.



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