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NUBE RADIOATTIVA/ L'Italia, con ansia, l'attende. Arriverà?

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COME SI FORMA LA NUBE - Anzitutto, la dinamica con la quale la nube, in Giappone, sta formandosi: a Fukushima, il sistema di acque che raffreddava l’impianto non ha funzionato. I tecnici lavorano in una situazione estrema, senza elettricità. Il generatore diesel di emergenza, infatti, è saltato a causa del terremoto. Ora si sta immettendo acqua direttamente nei reattori, per raffreddare il combustibile radioattivo. A causa dell’elevata temperatura si crea del vapore acqueo, che fa aumentare la pressione. A quel punto si aprono le valvole, e il vapore viene sfiatato. Fuoriuscendo, trasporta con sé la radioattività presente nel liquido che raffreddava il combustibile. Questi vapori, quindi, sono stati rilasciati nell’atmosfera. Un sorte di nube controllata, operazione prevista in questi casi, contestualmente all’evacuazione dell’area circostante. Il problema è che, adesso, la nube, anzi, le nubi, sono in balia dei venti di bassa quota, di cui il Giappone è pieno.

 

 

IL VIAGGIO DELLA NUBE - Dove arriverà dipende da una serie di elementi. Oltre all’imprevedibile direzione in cui spireranno i venti,  bisognerà contemplare alti fattori atmosferici, come le precipitazioni. Trattandosi, poi, di venti a bassa quota, il raggio d’azione dello spostamento è, in teoria, limitato. Quello che sappiamo è che, in questo momento, i venti stanno ruotando e soffieranno, nel corso delle prossime ore, moderati o forti da Est-Nord-Est su tutto il territorio. Il che vuol dire che si riverseranno, almeno fino a sabato, nell’Oceano Pacifico. Tra sabato 19 e domenica 20, è prevista la formazione – come riporta centrometeoitaliano.it, di un nuovo minimo depressionario che richiamerà sull’intero Giappone venti sostenuti dai quadranti Sud-Occidentali. il loro evolversi, da lunedì in poi, sarà da monitorare costantemente.

 

 

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