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SCIENZA/ Da Marconi a Rubbia, 150 anni d’Italia sempre al top

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Una riproduzione del primo apparecchio trasmittente con antenna usato da Guglielmo Marconi (Foto Ansa)  Una riproduzione del primo apparecchio trasmittente con antenna usato da Guglielmo Marconi (Foto Ansa)

Quanto a Marconi, la sua vita ha coperto tutta la prima metà del centocinquantennio, passando dal momento della passione scientifica e della scoperta, alla conquista del premio Nobel nel 1909, all’attività imprenditoriale con i servizi di radiotelegrafia. Figura di primo piano nel mondo scientifico nazionale, ha ricoperto tutte le cariche più prestigiose: dalla presidenza del Cnr e della Accademia dei Lincei, a quella della Treccani, alla nomina nella Pontificia Accademia delle Scienze seguita al suo contributo alla costruzione della Radio Vaticana.

 

La seconda fase, anche qui semplificando, possiamo definirla più “teorica” e va dai fondamentali contributi dei nostri matematici di fine Ottocento fino alla fisica teorica, sviluppata nella celebre scuola via Panisperna e in particolare da Ettore Majorana, che secondo alcuni storici della scienza e secondo lo stesso Fermi, era tra i maggiori fisici teorici del Novecento, al livello di Einstein, Bohr o Heisenberg.

 

La matematica vede spuntare una stella di prima grandezza con Giuseppe Peano, ricordato anche per la sua elaborazione di una celebre curva che riempie tutto il piano ed è considerata un esempio ante litteram di figura frattale. Ma ci sono anche studiosi come Gregorio Ricci Curbastro e Tullio Levi Civita. Si ricorda troppo poco che è grazie al calcolo tensoriale da loro sviluppato che Einstein ha potuto dare una veste rigorosa alla sua teoria della relatività generale e fornire l’impianto matematico di tutta la cosmologia moderna, descrivendo lo spazio-tempo quadrimensionale nel quale si svolge l’evoluzione cosmica, dal big bang alle galassie in espansione accelerata.

 

E tra i matematici come non citare Vito Volterra, nato due giorni prima che i mille garibaldini salpassero da Quarto: iniziatore del Cnr nel 1923 e suo primo presidente, a lui si devono le equazioni “preda-predatore” e i contributi alla modellizzazione matematica di molti fenomeni, oggi potentemente utilizzata in campo biologico ed ecologico.



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