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SCIENZA/ Da Marconi a Rubbia, 150 anni d’Italia sempre al top

Una riproduzione del primo apparecchio trasmittente con antenna usato da Guglielmo Marconi (Foto Ansa) Una riproduzione del primo apparecchio trasmittente con antenna usato da Guglielmo Marconi (Foto Ansa)

Ma proprio nella stessa scuola di fisica romana guidata da Enrico Fermi inizia la terza fase, quella più legata alla dimensione sperimentale. È una fase che vede i fisici italiani presenti in posizioni di rilievo nei grandi progetti di ricerca internazionali nei diversi settori: dalla fisica delle alte energie, all’astrofisica, alla fusione nucleare fino alle giovani nanotecnologie. E che trova l’Infn (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare) pronto a realizzare nel 1982 il grande Laboratorio sotto il Gran Sasso, punta avanzata a livello mondiale per le ricerche di fisica delle particelle e astro-particelle.

 

Una tradizione, quella dei fisici sperimentali italiani, che ottiene un grande riconoscimento col premio Nobel a Carlo Rubbia nel 1984 e che oggi è al top mondiale col quartetto di fisici italiani insediati al timone dei grandi esperimenti dell’acceleratore Lhc presso il Cern di Ginevra: Fabiola Gianotti ad Atlas, Guido Tonelli a Cms, Paolo Giubellino ad Alice e Pierluigi Campana a Lhcb. Senza dimenticare che negli anni ‘60 anche la chimica italiana era salita in cattedra col Nobel a un ingegnere del Politecnico di Milano, Giulio Natta, inventore del polipropilene.

 

Quelle fin qui ricordate sono solo le punte di diamante di 150 anni di grande scienza e tecnologia tricolore. E non sarà inutile sottolineare che non sono stati solo anni di scienza positivista, insensibile o addirittura contrapposta all’esperienza religiosa, come resta radicato in certi luoghi comuni e ancora appare in molta pubblicistica.

 

Sono molti, e di notevole statura scientifica, i ricercatori che non hanno nascosto le proprie convinzioni religiose e le hanno considerate come fattore determinante di conoscenza. A partire proprio da Marconi e dallo stesso Fermi, quest’ultimo pur con la consueta riservatezza ed essenzialità espressiva. Ma ci sono figure meno note al grande pubblico, ma altrettanto importanti: come l’astrofisico padre Angelo Secchi e matematici come il beato Francesco Faà di Bruno, Francesco Severi e il premio Wolf 1990 Ennio De Giorgi. E altri ancora. Ma ci sarà modo di riparlarne in questo anno anniversario.

 

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