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NUCLEARE/ Ecco perché il no alle centrali non ci rende comunque sicuri

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La centrale di Fukushima (Foto Ansa)  La centrale di Fukushima (Foto Ansa)
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Si può certamente sostenere che in Europa e nel nostro Paese i rischi sismici sono minori rispetto al Giappone, ma se si prendono in considerazione tutti i possibili fattori di pericoli naturali (frane, alluvioni, incendi boschivi, eventi meteorologici estremi) e quelli tecnologici legati alla nostra alta industrializzazione (esplosioni, incendi e rilasci di sostanze tossiche, trasporto di merci pericolose su strade e ferrovie) ci accorgiamo che gran parte delle nostre filiere energetiche (depositi di carburanti, gasdotti, bacini idrici montani e, ovviamente, impianti nucleari) rappresentano un alto fattore di rischio per la vita e la salute umana, senza parlare della costante minaccia di inquinamento ambientale.

 

Si impone a questo punto un ripensamento profondo e responsabile, sotto il profilo non solo tecnologico e ambientale, ma anche etico e sociale, del sistema energetico che vogliamo porre alla base di uno sviluppo economico che sia sostenibile, condiviso e solidale. Bene hanno fatto dunque alcuni governi europei (Germania in testa) ad avviare una riconsiderazione dei rischi connessi agli impianti nucleari esistenti. Occorre però andare oltre e prendere in considerazione tre direttrici di fondo:

 

1) Ogni sistema energetico, sia esso basato su fonti nucleari, fossili o rinnovabile, va attentamente considerato non solo in base a parametri economici e tecnologici, ma sotto ogni aspetto connesso all’integrità della vita e della salute delle persone, alla tutela dell’ambiente, alla sua accettazione, consapevole e responsabile, da parte dei cittadini. In particolare, a ogni valutazione di rischio vanno associate chiare e ben definite politiche di prevenzione e mitigazione dei rischi derivanti da eventuali incidenti.



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COMMENTI
24/03/2011 - interessante (alcide gazzoli)

finalmente un articolo chiaro, interessante, equilibrato. Senza preclusioni ideologiche, credo che molta attenzione vada posta anche sui consumi esagerati di energia della ns società. Sulla necessità inderogabile di un mutamento graduale degli stili di vita: consumare MENO, diversamente. Investire sui concetti di risparmio, sostenibilità, riuso...e quindi modificare gli stili di vita e di consumo del ns popolo. In fondo la prima enegia-risorsa non è quella umana?

 
20/03/2011 - Un "Mix delle Fonti" equilibrato per competere. (Rinaldo Sorgenti)

Interessanti le riflessioni che il Prof. Ballarin Denti ci propone. Non sono però sicuro che vi sia davvero la necessità di ulteriori Direttive Ue per regolare ogni atto della vita di un Paese avanzato come il nostro. Scelte strategiche come lo sono quelle energetiche sono anche soggette a pesanti condizionamenti legati agli interessi specifici di ciascun Paese e la concorrenza tra gli stessi porta a forzature come per es. quelle che abbiamo sentito da alcuni (chi?) di portare la riduzione delle emissioni di CO2 dal 20 al 30% al 2020! Che l'Italia abbia un "Mix delle Fonti" totalmente sbilanciato è indubitabile e causa gravi ripercussioni sia dal punto di vista della sicurezza degli approvvigionamenti che della competitività Paese. Senza quindi attendere nuove direttive Ue, diventa imperativo per l'Italia equilibrare il proprio "Mix" per portarlo in linea con la MEDIA Ue27. Un obiettivo (quadrifoglio)che preveda: - 25% Nucleare - 25% Gas - 25% Carbone - 25% Rinnovabili sembra quanto mai auspicabile ed opportuno. Chi oggi, emotivamente, si lascia condizionare dagli eventi in Giappone (senza attendere di vederne gli esiti concreti) e dice no al Nucleare, dovrebbe coerentemente dire STOP all'importazione di EE che da sempre facciamo dal Nucleare d'Oltralpe (FR-CH-SL), altrimenti è poco credibile e chi si illude che il tutto possa essere risolto con il Solare FV, non sa di cosa parla. Esaminate quanta EE produce il Solare FV in Germania (lo 0,5% assoluto) !

 
18/03/2011 - Grazie! (Daniele Scrignaro)

Finalmente parole non preconcette, ideologiche. Sarebbe utile una serie di articoli che a livello divulgativo spiegassero lo scenario energetico (fonti, approvvigionamenti, costi, tempi di allestimento, impatto uomo-ambiente, sicurezza, politica europea, previsioni delle evoluzioni a medio-lungo termine, ricerche in atto), con numeri che "cantino". Per smitizzare leggende tipo "il nucleare è pulito", "il fotovoltaico è la soluzione".