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NUCLEARE/ Ecco perché il no alle centrali non ci rende comunque sicuri

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La centrale di Fukushima (Foto Ansa)  La centrale di Fukushima (Foto Ansa)

2) Le filiere energetiche, per la loro complessità, coinvolgono responsabilità politiche e gestionali difficilmente iscrivibili ai soli confini nazionali. Pensiamo al ciclo del combustibile e delle relative scorie nel settore nucleare, agli approvvigionamenti e ai trasporti di petrolio e gas naturale, agli effetti sul cambiamento climatico e sull’inquinamento atmosferico transfrontaliero delle diverse opzioni energetiche. Se si vuol davvero costruire una casa comune europea, le grandi strategie energetiche (politiche di approvvigionamento, gestione e controllo degli impianti nucleari, ricerca e sviluppo nel settore delle fonti rinnovabili) va condotta sotto diretta guida politica e affidata a specifiche autorità di gestione a livello comunitario. Dopo la tragedia del Giappone è ormai tramontata l’epoca dei piani energetici nazionali.

 

3) Le scelte di fondo nel settore energetico richiedono molti anni per lo studio e lo sviluppo industriale di nuove tecnologie e interi decenni per la realizzazione, gestione e infine per la dismissione degli impianti più complessi. Si richiede, allora, una visione di grande respiro temporale e al tempo stesso ideale correlata a innovativi modelli di sviluppo della nostra società e necessariamente proiettati verso le future generazioni.

 

È una sfida che ci chiede di considerare l’intero secolo che ci sta davanti. Forse è l’occasione, più concreta e realistica di quanto si pensi, per tornare a coltivare nobili e motivanti utopie.



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COMMENTI
24/03/2011 - interessante (alcide gazzoli)

finalmente un articolo chiaro, interessante, equilibrato. Senza preclusioni ideologiche, credo che molta attenzione vada posta anche sui consumi esagerati di energia della ns società. Sulla necessità inderogabile di un mutamento graduale degli stili di vita: consumare MENO, diversamente. Investire sui concetti di risparmio, sostenibilità, riuso...e quindi modificare gli stili di vita e di consumo del ns popolo. In fondo la prima enegia-risorsa non è quella umana?

 
20/03/2011 - Un "Mix delle Fonti" equilibrato per competere. (Rinaldo Sorgenti)

Interessanti le riflessioni che il Prof. Ballarin Denti ci propone. Non sono però sicuro che vi sia davvero la necessità di ulteriori Direttive Ue per regolare ogni atto della vita di un Paese avanzato come il nostro. Scelte strategiche come lo sono quelle energetiche sono anche soggette a pesanti condizionamenti legati agli interessi specifici di ciascun Paese e la concorrenza tra gli stessi porta a forzature come per es. quelle che abbiamo sentito da alcuni (chi?) di portare la riduzione delle emissioni di CO2 dal 20 al 30% al 2020! Che l'Italia abbia un "Mix delle Fonti" totalmente sbilanciato è indubitabile e causa gravi ripercussioni sia dal punto di vista della sicurezza degli approvvigionamenti che della competitività Paese. Senza quindi attendere nuove direttive Ue, diventa imperativo per l'Italia equilibrare il proprio "Mix" per portarlo in linea con la MEDIA Ue27. Un obiettivo (quadrifoglio)che preveda: - 25% Nucleare - 25% Gas - 25% Carbone - 25% Rinnovabili sembra quanto mai auspicabile ed opportuno. Chi oggi, emotivamente, si lascia condizionare dagli eventi in Giappone (senza attendere di vederne gli esiti concreti) e dice no al Nucleare, dovrebbe coerentemente dire STOP all'importazione di EE che da sempre facciamo dal Nucleare d'Oltralpe (FR-CH-SL), altrimenti è poco credibile e chi si illude che il tutto possa essere risolto con il Solare FV, non sa di cosa parla. Esaminate quanta EE produce il Solare FV in Germania (lo 0,5% assoluto) !

 
18/03/2011 - Grazie! (Daniele Scrignaro)

Finalmente parole non preconcette, ideologiche. Sarebbe utile una serie di articoli che a livello divulgativo spiegassero lo scenario energetico (fonti, approvvigionamenti, costi, tempi di allestimento, impatto uomo-ambiente, sicurezza, politica europea, previsioni delle evoluzioni a medio-lungo termine, ricerche in atto), con numeri che "cantino". Per smitizzare leggende tipo "il nucleare è pulito", "il fotovoltaico è la soluzione".