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GEOLOGIA/ Risolto il giallo dei Trilobiti scomparsi: si era inceppata la pompa biologica oceanica

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Un trilobita  Un trilobita

Per gli studiosi del clima del passato questi depositi rappresentano uno degli esempi più interessanti per indagare le interazione tra variazioni climatiche, biochimica, assetto idrologico e sedimentazione.

Varie indagini riportano perturbazioni della chimica degli oceani durante il passato geologico; tra queste molto interessante è quella del tardo Cambriano, circa 500 milioni di anni fa, documentata con dati sperimentali dal recente lavoro pubblicato su Nature il mese scorso da  Benjamin C. Gill del Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di California.

 

 

 

Lo studio, a partire da analisi geochimiche del carbonio e dello zolfo effettuate su sedimenti ricchi di materia organica depositatisi in quel periodo, ha permesso di documentare una escursione positiva degli isotopi del carbonio (12C e 13C) a scala globale, nota come  “Steptoean Positive Carbon Excursion”, che sembra riflettere la presenza di un ambiente anossico e condizioni anaerobiche. Queste condizioni di assenza di ossigeno sarebbero state molto accentuate, confinate non solo alle acque più profonde delle piane abissali come spesso accade, ma avrebbero interessato anche le zone di piattaforma.

 

 

 

Sarebbe proprio questa la spiegazione per il grande fenomeno di estinzione di massa del Cambriano che avrebbe causato la quasi scomparsa dei Trilobiti, il gruppo fossile tipico di questo intervallo di tempo. Molti studi sulle grandi crisi biologiche ritengono che l’anossia sia stata una delle cause principali delle varie crisi ambientali, moltissime delle quali a carattere globale, che hanno portato alla riduzione della vita sulla terra.



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