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BIOGENETICA/ Spagna, è nato il primo bambino senza il gene del cancro

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Neonato, foto Ansa  Neonato, foto Ansa
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E dal punto di vista diciamo morale? "Da un punto di vista strettamente umano" ha spiegato Sangiorgi "questa è una di quelle notizie che si commentano da sole: si cercano cioè di creare sistemi perfetti che possano impedire che si verifichi alcun tipo di problema quando in realtà non abbiamo nessuna certezza che questo possa accadere. E' una notizia che, insieme ad altre analoghe, fa venire in mente quanto raccontava lo scrittore inglese Chesterton, ai tempi in cui le malattie genetiche ancora non esistevano. Esistevano altri problemi, ad esempio quello dell'ubriachezza cronica, e gli studiosi ipotizzavano di rendere sterili le persone con questi problemi in modo che non mettessero al mondo dei possibili "mostri", degli essere inferiori. Si ipotizzava cioè una selezione della specie umana. Adesso, con un sistema più raffinato, si va verso lo stesso tipo di selezione: ma vale davvero la pena? Siamo così sicuri che questo tipo di selezione porterà dei benefici certi? No, non ne siamo assolutamente sicuri. Quello che si sta facendo piuttosto è impostare la biogenetica come una scienza scontata adattabile a varie patologie, ma in realtà non c'è nessuna prova che tutto ciò sia possibile, che se ne possa cioè trarre un beneficio".



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