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FISICA/ Dalla Cina arriva il ghiaccio "elettrico"

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È proprio quello che il gruppo di ricercatori della Xiamen University è riuscito a fare, allineando catene di dipoli H2O. Per fare ciò hanno utilizzato le nanotecnologie, costruendo dei nano-canali su supporto di platino che possono contenere esattamente 96 dipoli H2O per unità di cella.

Di per sé la ferroelettricità del ghiaccio è in realtà un fenomeno già noto, e anzi c’è chi ne suppone l’esistenza anche su Nettuno e Plutone; la ferroelettricità scoperta dai ricercatori cinesi mostra però dei cambiamenti repentini a seconda della temperatura: abbassando progressivamente la temperatura da quella iniziale di 77° C, hanno trovato che la catena d’acqua va incontro non solo a due enormi anomalie dielettriche approssimativamente a 4° C e a -98° C, ma che essa subisce - sempre a 4° C - una transizione di fase spontanea da “monodimensionale liquido” a “monodimensionale ferroelettrico”.

«Sappiamo - commenta Xiao Cheng Zen, che ha diretto lo studio - che il punto di solidificazione è differente da quello che si ha in condizioni normali a causa del confinamento in nanocanali. Perché il ghiaccio monodimensionale si formi a una temperatura superiore è ancora una questione aperta». Le proprietà fin qui scoperte di questa catena d’acqua monodimensionale ci consentiranno di comprendere le proprietà anomale dell’acqua e forse la sintesi di nuovi materiali ferroelettrici.

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