BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SPAZIO/ Satelliti e lanciatori italiani in "prima visione"

Pubblicazione:

L'alluvione in Veneto dello scorso novembre visto da CosmoSkyMed (Foto Ansa)  L'alluvione in Veneto dello scorso novembre visto da CosmoSkyMed (Foto Ansa)

La comunità scientifica italiana, con il sostegno dell’Asi, partecipa attivamente a quasi tutte le missioni scientifiche del programma Cosmic Vision, in alcune di esse anche con un ruolo guida come nel caso dello strumento Lfi della missione Planck. La presenza italiana è significativa sia nelle missioni attualmente in orbita, sia in quelle in fase di progettazione: per esempio, le tre missioni medie tra cui il prossimo ottobre verranno selezionate le due che verranno completate per essere lanciate, Solar Orbiter, Euclid e Plato, vedono tutte un’importante partecipazione di scienziati italiani e un notevole contributo industriale nazionale. Va infatti sottolineato come la politica di Asi sia quella di sostenere e potenziare non solo le eccellenze scientifiche, ma anche i relativi sviluppi tecnologici. I campi specifici nei quali l’Italia è particolarmente presente sono l’astrofisica delle alte energie, ossia lo studio degli oggetti e fenomeni celesti che emettono radiazione X e gamma, lo studio dell’Universo primordiale, l’osservazione e l’esplorazione planetaria.

Oltre all’Esa, l’Asi collaborerà anche ad altri programmi internazionali? In particolare, che ruolo avremo nelle future esplorazioni robotiche del sistema solare?

L’Asi mantiene e sviluppa collaborazioni bilaterali con altre agenzie spaziali, in particolare con la Nasa, con Giappone, Argentina, Israele, India e Cina. Le collaborazioni sono soprattutto importanti in campo scientifico, sia perché in questo caso gli obiettivi sono più facilmente condivisibili da una comunità internazionale, sia perché la crescente sofisticazione delle missioni e il loro costo impongono di fatto la cooperazione internazionale. È il caso per esempio della missione Exomars che, pur essendo una missione dell’Esa, vede l’Italia come il principale contributore: nel corso dello studio ci si è dovuti convincere che non avrebbe più avuto senso realizzare la missione da soli e si cercata una collaborazione con la Nasa. L’importante accordo raggiunto per due missioni collegate, una nel 2016 e l’altra nel 2018, non solo ha permesso di sbloccare una situazione di stallo, ma ha aperto la via per una cooperazione continuativa con la Nasa per l’esplorazione congiunta di Marte.

Quale il contributo italiano alla Iss e quali sono i principali risultati attesi? 

L’industria italiana ha costruito molte importanti strutture che compongono la Stazione spaziale internazionale, in particolare i moduli Leonardo, Raffaello e Donatello, la “Cupola” e gli Atv (Automatic transfer vehicles). In cambio Asi ha ottenuto una quota d’uso delle infrastrutture della Stazione e sei voli dei nostri astronauti. Come è noto, il nostro astronauta Nespoli è attualmente nella Iss e vi rimarrà per un totale di sei mesi, mentre l’astronauta Vittori lo raggiungerà il prossimo aprile portando a bordo l’esperimento scientifico Ams, con forte partecipazione italiana, che studierà la composizione di materia e antimateria delle particelle cosmiche.

Un impegno speciale dell’Asi è rivolto all’osservazione della Terra dallo spazio. Come mai e qual è la sua importanza?



< PAG. PREC.   PAG. SUCC. >