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SPAZIO/ Satelliti e lanciatori italiani in "prima visione"

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L'alluvione in Veneto dello scorso novembre visto da CosmoSkyMed (Foto Ansa)  L'alluvione in Veneto dello scorso novembre visto da CosmoSkyMed (Foto Ansa)

L’Asi ha recentemente completato la costellazione CosmoSkyMed, composta da quattro satelliti per l’osservazione della Terra con tecnologia radar. Le caratteristiche della costellazione (possibilità di osservare il terreno in qualunque condizione meteorologica e di illuminazione, l’alta frequenza di ri-osservabilità della stessa regione con risoluzioni differenziate, la condivisione del sistema tra usi civili e usi militari, ecc.) lo rendono veramente unico in campo mondiale. L’utilizzo che ha avuto maggiore risonanza è quello relativo a disastri ambientali, come terremoti, alluvioni, inquinamento marino e, recentissimamente, tsunami. Ma stanno nascendo moltissime applicazioni dei dati CosmoSkyMed che superano ampiamente, per qualità e originalità, quelle previste e immaginate in fase di progettazione.

Può fare degli esempi?

È stato possibile realizzare una completa cartografia altimetrica dell’Afghanistan, sinoora non disponibile, in soli sedici giorni e metterla immediatamente a disposizione dei militari impegnati nella regione. Una recente applicazione è in grado di individuare tutti i natanti presenti in un’ampia zona di mare e discriminare quelli non identificati. L’utilizzo interferometrico dei dati permette di monitorare spostamenti verticali di edifici con precisione millimetrica. È evidente come CosmoSkyMed si stia rapidamente convertendo in uno strumento indispensabile, in mancanza del quale importanti servizi al cittadino verrebbero meno. Asi sta quindi preparando lo sviluppo e la costruzione di una costellazione Cosmo di seconda generazione, destinata a rimpiazzare gradualmente i satelliti esistenti quando questi si avvicineranno alla fine della loro vita operativa.

Qual è l’impegno dell’Asi, all’interno dell’Esa, per lo sviluppo di capacità autonome di lancio e per la ricerca di nuovi sistemi di propulsione? 

L’Asi è fortemente impegnata a sostenere le imprese italiane coinvolte nella costruzione del lanciatore Vega, il cui battesimo dello spazio dovrebbe avvenire nella seconda metà di quest’anno. Vega costituirà un importante complemento alla serie dei lanciatori Ariane, servendo le necessità di mettere in orbita satelliti “piccoli”, con un peso fino a 1500 Kg. Il lancio inaugurale porterà in orbita il satellite scientifico italiano Lares (Laser relativity satellite), che compirà esperimenti di fisica fondamentale e relatività generale. Oltre a Vega, Asi è impegnata dello studio di tecnologie alternative di propulsione spaziale, in particolare la propulsione ibrida (plasma e combustibile solido), che offre notevoli caratteristiche di modulazione della propulsione. È un programma in collaborazione con Russia, Giappone e Stati Uniti.



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