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CLIMA/ Estate torrida e poca acqua: parola di supercomputer. Ma gli scienziati...

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Avremo temperature più alte e piogge ridotte d’estate  Avremo temperature più alte e piogge ridotte d’estate

Un’altra premessa riguarda la scala sulla quale si applicano le previsioni e questa è legata alla “risoluzione” con la quale sono costruiti i modelli, cioè alla minima estensione geografica descrivibile con precisione. I modelli globali del clima possono spingersi fino a una risoluzione di 60 km; ma anche a questi livelli, se vogliamo avere un’idea dell’area Euro-Mediterranea e del suo clima, avremo una rappresentazione piuttosto grossolana. Per risolvere in modo adeguato i processi a scala locale è necessario ricorrere a modelli regionali e quindi scendere a risoluzioni dell’ordine dei 50 km, come quella che caratterizza i modelli del progetto PRUDENCE (Prediction of Regional scenarios and Uncertainties for Defining European Climate change risks and Effects), una denominazione quanto mai opportuna.

Veniamo dunque alle previsioni per l’Italia, assumendo per le emissioni di CO2 uno scenario tra i peggiori, quello indicato come A2 nei rapporti dell’IPCC; «anche se nei risultati finali c’è una certa convergenza tra gli scenari. I cambiamenti di precipitazione e temperatura nei due scenari A2 e B2 mostrano una generale consistenza. E si nota una stagionalità dei segnali di cambiamento, con massimi in estate e minimi in inverno, evidente su tutte le regioni».

Le proiezioni quindi per le temperature indicano un riscaldamento in tutte le stagioni ma la sua entità mostra una marcata stagionalità, con un aumento minimo (rispetto al XX secolo) invernale di 2.5 - 3.5 °C e uno massimo estivo di 3.5 - 5.0 °C.  Sia in estate che in inverno il riscaldamento dovrebbe essere più pronunciato sulle aree continentali che su quelle oceaniche.

Per le precipitazioni le proiezioni indicano una marcata riduzione in estate, da -10% a oltre -40%, su tutto il territorio; mentre in inverno il segnale di cambiamento mostra un andamento dipolare, con un aumento sulle regioni settentrionali e una diminuzione su quelle meridionali. «Dovremmo assistere a una migrazione nord-sud del segnale di cambiamento delle precipitazioni, legata a una corrispondente migrazione meridionale della traiettoria delle perturbazioni e a aumento della circolazione anticiclonica sul Mediterraneo».



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COMMENTI
25/03/2011 - i modelli e la realtà (domenico salerno)

Belli belli i modelli ma c'è un ultimo tribunale su cui giudicarli, la realtà! Dove, quando e fino a che punto questi modelli sono stati in grado di superare la suprema prova della verifica? in altri termini quali e quante dello loro previsioni si sono avverate finora?