BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

NUCLEARE/ Ricotti: gli "esperti" danno i numeri, ma gli sfollati dormono nelle centrali

Pubblicazione:

La sala di controllo del reattore numero 2 di Fukushima (Foto Ansa)  La sala di controllo del reattore numero 2 di Fukushima (Foto Ansa)

Infatti, questa è la dimostrazione del fatto che si stanno diffondendo dei dati che non hanno nessun significato. Lasciamo perdere Chernobyl, perché è tutta un’altra storia. A Fukushima c’è una dose di radioattività nell’acqua all’interno della centrale che è pari a mille millisievert all’ora, cioè un sievert all’ora.

Può tradurre per i non addetti ai lavori?

Se una persona si espone a una dose di sei sievert su tutto il corpo, e non solo su una parte, va incontro alla morte certa nel giro di un mese. Qui invece stiamo parlando di un sievert. Prima che scattasse l’allarme, tre operai sono entrati nelle cantine dell’edificio turbina, con l’acqua fino alle caviglie, e sono rimasti esposti a una dose che va dai due ai sei sievert. Sono stati portati in ospedale dove rimangono sotto osservazione, ma a oggi non hanno nessun danno alla salute rilevabile. È chiaro, però, che in un ambiente così nessuno può entrare a lavorare: prima è infatti necessario prelevare l’acqua radioattiva dall’edificio con un’idrovora.

Qual è invece il livello delle radiazioni all’esterno della centrale?

È stata registrata una concentrazione di iodio elevata vicino a uno scarico della centrale nel mare. È probabile che ci sia una fuoriuscita di acqua dalla centrale nelle zone di scarico. La notizia positiva è che al momento sembrerebbe si tratti soltanto di iodio. Lo iodio, infatti, decade in otto giorni: significa che dopo questo periodo le radiazioni sono pari alla metà, dopo 16 giorni a un quarto, dopo 32 a un ottavo, e così via. Se invece dovesse essere rilevato anche il cesio, la situazione sarebbe più grave, perché questa sostanza decade in un periodo di 30 anni.

Che cosa occorrerà fare ora per stabilizzare la situazione?

Occorre raffreddare il combustibile. Per farlo è necessaria l’energia elettrica per permettere ai sistemi di sicurezza di funzionare, oppure continuare a iniettare acqua. Man mano che il getto d’acqua migliora la situazione, i tecnici devono andare sempre più vicini alla zona critica, per verificare che non ci siano cortocircuiti e riattivare quindi l’energia elettrica.

Ritiene che si sia verificato un danno alla vasca di contenimento del nucleo?



< PAG. PREC.   PAG. SUCC. >