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PREISTORIA/ I nuovi "calcoli" sul Tirannosauro, una vera iena tra i predatori

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L’ipotesi del Tirannosuaro-iena è proprio sua: «Nel nostro censimento il T-Rex emerge in modo numericamente simile a quanto accade all’Edmontosauro (un grande erbivoro, lungo fino a 12 metri), che molti hanno pensato fosse invece la sua principale preda. Questo ci dice che il T-Rex non era simile a un ghepardo, né a un leone. Piuttosto a una iena».

 

La spiegazione, implicita nelle parole di Horner, viene dettagliata da Goodwin: «I resti negli strati più alti della Hell Creek Formation di questo supposto potentissimo predatore sono abbondanti tanto quanto quelli degli erbivori, che dovrebbero essere la sua principale fonte di cibo», aggiunge. Inutile proseguire, tanto più che - continua Goodwin- «negli atri due terzi della formazione ce ne sono ancora di più. È evidente che il T-Rex beneficiava di una varietà di prede molto più grande delle sole prede vive».

 

Ecco che il profilo del nostro Tirannosauro inizia ragionevolmente ad assomigliare a quello della iena: un animale capace di cacciare, ma pronto ad approfittare delle occasioni che la natura gli può offrire: carcasse di animali morti per cause naturali, o resti di altri pasti. Normalmente, infatti, i grandi predatori sono circa un terzo o un quarto delle loro prede, mentre gli opportunisti, come le iene, possono essere due volte di più. Nel Serengeti leoni e ghepardi sono meno delle iene, «perché le iene hanno una più larga disponibilità di sorgenti di cibo - spiega Horner - per esempio, i ghepardi mangiano solo animali dietro ai quali possono correre velocemente: non mangiano le tartarughe. Ma la iena sì, e mangia anche animali già morti».



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