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SPAZIO/ Si alza il sipario su Mercurio e sui suoi "misteriosi" vulcani

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Una rappresentazione artistica della sonda Messenger nell'orbita di Mercurio (Credit: Nasa)  Una rappresentazione artistica della sonda Messenger nell'orbita di Mercurio (Credit: Nasa)

Finora si era pensato che Mercurio fosse un pianeta praticamente morto, o comunque inattivo da miliardi di anni. Le tracce di attività vulcanica recente, alcune centinaia di milioni di anni, indicano invece una vita geologica e un’evoluzione più dinamica. Questo pone dei forti dubbi sulla struttura interna del pianeta, così come è descritta nei modelli attuali. Esiste forse uno strato fluido? E a che profondità?

Cosa vi aspettate in proposito dalle prossime osservazioni?

Le immagini più dettagliate di tutta la superficie ci aiuteranno a cercare altre tracce di attività vulcanica e sarà molto interessante capire fino a che epoca c’è stata. Inoltre, speriamo di rispondere a un altro importante quesito: c’è stata attività tettonica, come accade normalmente sulla Terra? E fino a che epoca? Queste domande sono fondamentali per capire l’origine e l’evoluzione di Mercurio e del Sistema Solare stesso; in particolare degli altri pianeti “terrestri” come appunto il nostro.

Che cosa aggiungerà, come possibilità osservative, la missione BepiColombo?

La missione BepiColombo consentirà di ottenere immagini a più alta risoluzione e immagini 3D di tutta la superficie; di studiare la magnetosfera e l’esosfera all’interno e all’esterno grazie alla due sonde di cui è costituita la missione. Infine, l’esperimento di radio science consentirà di migliorare di un fattore 1000 la stima di alcune costanti della relatività generale.



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