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SPAZIO/ Da Gagarin a Vittori: 50 anni in orbita

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Il veicolo Vostok (Foto: Ansa)  Il veicolo Vostok (Foto: Ansa)

Dopo la fase di progetto e costruzione, la messa a punto del Vostok durò circa un anno, durante il quale furono effettuati sette lanci orbitali di prova, con risultati non sempre positivi. In questo periodo i sovietici utilizzarono ripetutamente dei cani per testare le possibilità di sopravvivenza di esseri viventi nelle condizioni di volo e di rientro in atmosfera, così come avevano fatto già un mese dopo il lancio del primo Sputnik, con la famosa cagnetta Laika, unica passeggera sullo Sputnik-2. Il programma Vostok subì diversi ritardi, a causa di vari inconvenienti ed incidenti, ma gli ultimi due lanci di prova, condotti nel marzo del 1961, con a bordo un cane ed un manichino che simulava un astronauta, ebbero pieno successo, così che si poté arrivare al lancio del 12 aprile 1961, con a bordo Gagarin.

Il volo ebbe la durata di un’ora e 48 minuti, durante il quale fu compiuta una intera orbita attorno alla Terra, puntando inizialmente verso nord-est e rientrando da sud-ovest. Tutte le fasi di volo furono completamente automatiche (il pilota avrebbe avuto delle parziali possibilità di intervento solamente in caso di gravi emergenze), compresa la fase di rientro che iniziò quando la capsula si trovava ancora sull’Africa, per concludersi nel sud della Unione Sovietica, non lontano della città di Engels, nella regione di Saratov. Gagarin compì la parte finale della discesa appeso a un paracadute, dopo essere stato espulso dalla capsula con un seggiolino eiettabile, a circa 7.000 m di altitudine. Le prime persone che Gagarin incontrò, una volta a terra, furono un’attonita contadina e la sua nipotina, alle quale dovette ripetere più volte: “Sono un amico, compagne, un amico!!”.

Radio Mosca aveva dato la notizia del lancio ancor prima che il volo fosse concluso, e la conferma del suo successo fece una enorme impressione. Il nome di Gagarin divenne in poche ore noto in tutto il mondo come lo era divenuto il termine Sputnik quattro anni prima; il cosmonauta sovietico, grazie anche alla sua buona comunicativa, fu subito considerato un divo ed un eroe anche dall’uomo della strada, oltre a divenire un simbolo della potenza militare e tecnologica sovietica.

Yury Alekseyevic Gagarin, aveva 27 anni quando compì la sua impresa, essendo nato nel 1934 nel piccolo villaggio di Klushino, vicino a Smolensk, dove suo padre lavorava come falegname in un kolchoz. Dopo aver frequentato delle scuole tecniche superiori, nel 1955 si era appassionato al volo, iscrivendosi a un aeroclub, e aveva conseguito il brevetto di pilota di primo grado. Alla fine del 1955, grazie agli ottimi risultati scolastici, era riuscito ad entrare nella Accademia Aeronautica di Oremburg, dove venne addestrato come pilota di velivoli a getto, diplomandosi ufficiale pilota alla fine del 1957.



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