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SPAZIO/ Da Gagarin a Vittori: 50 anni in orbita

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Il veicolo Vostok (Foto: Ansa)  Il veicolo Vostok (Foto: Ansa)

Intanto il programma spaziale sovietico aveva iniziato a prender forma e nell’ottobre del 1959 una commissione esaminatrice visitò le principali basi militari per selezionare possibili cosmonauti. Gagarin si sottopose entusiasticamente a tutte le prove e riuscì ad entrare nel primo lotto di 2.200 candidati. Questi furono ulteriormente scremati, tramite una serie di severissime prove psico-fisiche, dalle quali emersero i 20 candidati destinati all’addestramento finale, presso la “Città delle Stelle”, vicino a Mosca, dove Gagarin fu trasferito con la sua famiglia. Completato con successo il lungo e pesante addestramento, verso la fine di gennaio del 1961 Gagarin apprese di essere entrato nel gruppo dei sei cosmonauti destinati alle prime missioni spaziali, ma solo qualche giorno prima del volo gli fu comunicato di essere stato prescelto per il lancio con la Vostok, con il suo compagno Gherman Titov come riserva. Dopo l’impresa del 12 aprile del 1961, Gagarin fu accolto a Mosca come un trionfatore e iniziò una serie di viaggi intorno al mondo, al servizio della macchina propagandistica sovietica, durante i quali ricevette riconoscimenti ed onori di ogni genere.

Nominato responsabile dell’addestramento dei nuovi cosmonauti, passò diversi anni presso la “Città della Stelle”, ma non fu mai più riutilizzato come pilota. Nel 1968, desideroso di riprendere l’attività di volo anche come semplice pilota di velivoli militari, nel corso di una missione di addestramento ebbe un incidente, dovuto probabilmente a un guasto, e perì insieme a un amico nello schianto del caccia a reazione sul quale stava volando.

Ben diverso è stato l’iter che, cinquant’anni dopo, ha portato quasi nelle stesse giornate di primavera, un italiano a raccogliere l’ideale testimone: il colonnello Roberto Vittori sarà lanciato in orbita il prossimo 29 aprile per raggiungere Paolo Nespoli sulla Stazione Spaziale Internazionale. Ma a differenza di Gagarin non sarà solo: saranno in sei a salire sullo Shuttle Endeavour per “l’ultimo volo” della storica navicella spaziale.

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