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NUCLEARE/ Le radiazioni "ideologiche" di Fukushima contamineranno anche Italia ed Europa?

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Proseguono le misurazioni della radioattività in tutto il Giappone (Ansa)  Proseguono le misurazioni della radioattività in tutto il Giappone (Ansa)

La scala Ines è una sistema complesso, ampiamente riconosciuto e utilizzato a livello internazionale per valutare il livello di incidente nel settore nucleare e della radioprotezione. Lo scopo principale di Ines è quello di favorire la comunicazione e il dialogo tra gli esperti del settore, ma anche quello di un’accurata informazione pubblica sulle possibili conseguenze degli eventi. La scala fu introdotta e approvata nel 1989: gli esperti accreditati nel mondo a emettere la valutazione sono oggi una settantina.

Tornando all’impianto di Fukushima, occorre rammentare che le fonti più autorevoli ritengono, fin dai primi giorni seguiti al dramma dello tsunami, che l’origine della fuoriuscita di parte di liquido radioattivo sia collegato a una fessurazione creatasi nelle piscine di raffreddamento, probabilmente dell’unità numero 3. Come noto, per ridurre le temperature degli impianti a seguito del loro spegnimento, sono poi state utilizzate ingenti quantità di acqua di mare.

Si tratta di rimuovere, pertanto, oltre 60.000 tonnellate d’acqua dalle sale macchine contigue ai reattori, facendole transitare attraverso le sezioni dedicate al trattamento delle scorie radioattive con cui la centrale è equipaggiata. Un’attività che durerà mesi, probabilmente anche oltre un anno. Si procederà in seguito allo smantellamento totale degli impianti (decommissioning).

Per quanto attiene alla situazione della radioattività, gli ultimi rilievi riportati dagli enti autorizzati dichiarano la presenza di Iodio e Cesio in quattro Prefetture del Giappone. Sempre la Iaea annuncia che “nelle rimanenti prefetture giapponesi i valori scendono con gradualità verso le soglie accettabili”. Nella zona di controllo, quella dei 30 km attorno alla centrale, “i livelli sono scesi a valori compresi tra 0,2 e 25 microsievert”.

Nelle prossime settimane si dovranno ivi avviare le necessarie opere di recupero del territorio: le autorità giapponesi dovranno decidere quali interventi di bonifica predisporre e su quali aree intervenire, sulla base della dose di radioattività che riterranno accettabile. Infatti, la determinazione degli obiettivi di dose è stabilita secondo i criteri della Commissione internazionale per la protezione radiologica e dipende da una complessa valutazione che può fare variare in un intervallo molto ampio la dose ritenuta accettabile.



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