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FISICA/ Al Fermilab è davvero stata scoperta una nuova particella?

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Una veduta aerea dell'acceleratore Tevatron (Foto Ansa)  Una veduta aerea dell'acceleratore Tevatron (Foto Ansa)

Il risultato ha sollevato molto interesse da parte dei fisici teorici, visto che la maggior parte dei modelli che sono stati sviluppati negli ultimi anni non predice particelle con queste caratteristiche. È chiaro, infatti, all’interno della comunità scientifica che il paradigma teorico di riferimento in fisica delle particelle (il Modello Standard), nonostante sia stato messo alla prova con centinaia di misure, e sia sempre risultato corretto, è incompleto, visto che ci sono evidenze sperimentali di fenomeni, come la massa delle particelle e la materia oscura, che non sa spiegare. Per questo da anni ormai c’e’ un grande senso di attesa: la speranza è che o il Tevatron o Lhc producano nuove particelle (come per esempio l’Higgs), che possano dare un’indicazione di quale nuova legge fondamentale agisca nell’universo.

Questo contesto spiega, in parte, ciò che è successo settimana scorsa al FermiLab: un gruppo di fisici teorici ha pubblicato un articolo con una possibile interpretazione teorica del risultato presentato da Viviana, prima ancora che Cdf avesse deciso di rendere pubblico tale risultato (cosa avvenuta solo quattro giorni dopo), utilizzando dati preliminari, e quindi non pubblici, mostrati in una tesi di dottorato. Una scelta che svela sicuramente l’entusiasmo di poter spiegare per primi qualcosa di nuovo, ma non particolarmente corretto. Non tanto nei confronti di Cdf, ma nei confronti del risultato stesso.

Prima di rendere pubblico un risultato, ottenuto di solito da team composti da 4-5 persone, buona parte dei collaboratori partecipa al processo di revisione del lavoro, facendo domande, chiedendo più informazioni, più controlli, per testare la solidità del lavoro e per renderlo più affidabile. Anche per quanto riguarda l’articolo, c’è un simile lavoro di revisione. Per cui, fino a quando la collaborazione non decide di pubblicare, vuol dire che non è certa dei risultati preliminari ottenuti. E in questo caso, data la natura del risultato, si è discusso per oltre un anno sulla validità del lavoro e sul suo significato. E la discussione è stata molto animata, tanto che non tutti i collaboratori hanno poi accettato di firmare l’articolo.



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