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UE/ Che lingua parla il tuo brevetto?

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Di tanto in tanto, negli ultimi mesi si sente improvvisamente parlare di brevetto dell’Unione europea (o brevetto Ue). Subito dopo, però, torna il silenzio. Dal momento che è probabile che nei prossimi mesi si assista a ulteriori sviluppi, vale la pena di capire che cosa sta succedendo.

Per prima cosa, è opportuno distinguere il brevetto europeo - che già c’è - dal brevetto dell’Unione europea (brevetto Ue, spesso chiamato anche brevetto comunitario), progetto in agenda ormai da decenni. Il brevetto europeo esiste dalla fine degli anni ‘70 ed è frutto di un trattato internazionale - la European Patent Convention (Epc) del 1973 - che nulla ha a che vedere con l’Unione europea. Attualmente vi aderiscono una quarantina di paesi: tutti i membri dell’Ue, ma anche numerosi altri Stati come Svizzera, Norvegia, Islanda e Turchia.

Il brevetto europeo non è però un titolo unitario: in seguito alla decisione di concedere un brevetto, presa dall’Ufficio europeo dei brevetti, non viene rilasciato un singolo brevetto valido in tutti gli Stati membri, ma ogni Stato rilascia un proprio brevetto. Il brevetto europeo è, quindi, in realtà un “fascio” di brevetti nazionali. A prima vista la differenza tra un titolo unitario internazionale e un “fascio” di brevetti nazionali potrebbe sembrare puramente formale. Al contrario, le conseguenze sono notevolissime.

Il brevetto europeo è, infatti, redatto in una lingua tra inglese, francese e tedesco e le rivendicazioni - la parte giuridicamente più importante di un brevetto - sono tradotte nelle altre due. Però, nel momento in cui i singoli Stati rilasciano il proprio brevetto nazionale (generando così il “fascio” di brevetti), ogni Paese richiede la traduzione e la pubblicazione del testo originale nella propria lingua (20-25% del costo complessivo di un brevetto europeo). Inoltre, ogni Stato esige il pagamento di una propria tassa di rinnovo per mantenere in vita il brevetto (30% del costo complessivo). Il risultato - tutt’altro che sorprendente - è che un brevetto europeo costa ampiamente più del doppio di un brevetto statunitense o giapponese.



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