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NEUROSCIENZE/ Rizzolatti: non è “normale” essere narcisista; l’uomo è relazione

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Resa del cervello umano di Nicolas P. Rougier  Resa del cervello umano di Nicolas P. Rougier

La ricerca scientifica può essere esaminata attraverso l’intreccio di teorie e ipotesi configurate per studiare i fenomeni naturali e l’evoluzione delle tecniche di rappresentazione concepite e applicate per descrivere ed elaborare i dati raccolti negli esperimenti: l’interazione tra congetture interpretative e potenzialità di validazione (matematiche o visuali) costituisce uno dei fattori strategici che possono far scaturire sorprendenti innovazioni.
Nel centenario delle fondamentali scoperte neurologiche di Camillo Golgi e in onore di Rita Levi di Montalcini (entrambi Nobel Italiani nelle ricerche sul cervello) si tiene a Milano un importante convegno internazionale: Brainforum 2011, “Il colore del pensiero”, con la partecipazione delle maggiori autorità istituzionali e scientifiche del settore (www.brainforum.it).
La ricerca nel campo delle neuroscienze si è avvalsa delle tecnologie digitali e delle attrezzature della risonanza magnetica per evidenziare cromaticamente (da qui anche il significativo parallelo Golgi-Montalcini) i dati delle specificità funzionali delle zone cerebrali attive in diversi contesti, fisiologici o patologici; l’obiettivo è di poter meglio comprendere e rappresentare, in modo dinamico e non invasivo, le modalità con cui il cervello umano vivente interagisce con gli stimoli, non sono sensoriali ma anche mobili o intellettivi. Tali problematiche, oltre all'intrinseco interesse scientifico ed epistemologico del poter "vedersi pensare", aprono importantissimi versanti applicativi nella ricerca terapeutica e farmacologica delle malattie neurologiche e degenerative -come ad esempio la sindrome di Alzheimer o il Parkinson- che insidiano gravemente la qualità di vita dell'età avanzata. 


I risultati delle ricerche presentate nel convegno offrono scenari e prospettive talmente variegate che sarebbe quasi impossibile si farne una ragionevole sintesi; abbiamo perciò rivolto alcune questioni salienti a un autorevole ricercatore italiano, Giacomo Rizzolatti, direttore del Dipartimento di Neuroscienze dell’Università di Parma, rinomato per le sue scoperte sui neuroni specchio.

È possibile tracciare una sintesi di quanto sta emergendo?


Una sintesi degli argomenti è molto difficile, perché le varie presentazioni sono molto eterogenee; però alla fine si resta con questa idea dell’unità del conoscere: una specie di quadro globale del cervello. Le relazioni hanno toccato temi molto disparati: dalla misurazione neurologica del suono alle percezioni ed emozioni della musica, dalle modalità di ri-costruzione del ricordo (regret), alla meravigliose rappresentazioni virtuali delle sterminate reti e sinapsi neuronali (analizzate anche al fine di poter costruire un mega-computer che ne emuli le capacità e la “natura”), dai rapporti cognitivi nella composizione musicale alle dinamiche apparentemente stocastiche della creatività.
Ma alla fine si esce “soddisfatti” perché si tratta di vari aspetti che si possono integrare, magari nel subconscio, riconoscendo l’interazione tra i diversi approcci disciplinari e la convergenza dei diversi aspetti.

Quali nuove direzioni di ricerca si possono intravedere?




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