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AMBIENTE/ Nanotecnologie per l’ultrapurificazione delle acque

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Tra le applicazioni ci sono anche altri possibili impieghi in campo industriale, come nell’industria dei semiconduttori, che ha bisogno di grandi quantità di acqua ultra pura e potrebbe così ridurre i consumi di energia attualmente necessaria per le attività di purificazione. Se i risultati delle fasi di sperimentazioni saranno quelli attesi, si pensa di ottenere membrane con efficienza da cinque a dieci volte quella adesso disponibile sul mercato. Non ci sono però solo le acquaporine.

Un altro modo per migliorare la depurazione delle acque attraverso metodi nanotecnologici è stato sviluppato da ricercatori della Stanford University. Qui l’idea è stata quella di ricorrere alla elettrificazione di una membrana di cotone, ricoperta di nanofili e nanotubi d'argento; un approccio completamente diverso, che cerca di eliminare gli agenti patogeni non giocando sulla riduzione delle dimensioni del filtro ma tramite un’applicazione elettrica. I pori più grandi fanno scorrere l'acqua circa 80.000 volte più velocemente di quanto non consentano le membrane e permettono anche di evitare l'intasamento delle membrane stesse.

Bisogna comunque applicare una serie di filtri multipli in quanto una membrana elettrificata uccide solo una frazione degli agenti patogeni. I ricercatori impegnati in questa direzione hanno dimostrato che l'energia elettrica necessaria per far passare la corrente attraverso la membrana può essere inferiore fino a un quinto del fabbisogno energetico di una pompa di filtrazione, a parità di quantità d'acqua coinvolta.

La varietà di approcci in queste ricerche sulla purificazione delle acque è un indice di creatività e fa prevedere la possibilità che si possano trovare sul mercato le membrana che meglio si adattano alle specifiche esigenze applicative.

(Michele Orioli)

 



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