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MEDICINA/ Incrociate le braccia, il dolore passerà

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L’esperimento che ha portato a questi risultati è stato condotto su venti volontari sani utilizzando delle stimolazioni laser da quattro millisecondi che causavano un dolore simile a una puntura. La registrazione del dolore è stata fatta in due modi: tramite la misurazione, con l'elettroencefalografia (EEG), dell’attività elettrica celebrare generata dagli stimoli e tramite delle valutazioni soggettive espresse dai volontari, utilizzando una scala di intensità da zero a cento. È emerso che tutti i soggetti coinvolti nell’esperimento hanno percepito gli stimoli come meno dolorosi quando le braccia erano incrociate sopra la "linea mediana" rispetto a quando erano parallele. Inoltre, a braccia incrociate è risultato che l’attività elettrica corticale generata dagli stimoli era ridotta.

«I risultati del nostro studio – sostiene Gallace - sembrerebbero suggerire che queste metodiche possano essere utilizzate con successo nell’ambito della terapia del dolore, in particolare nei soggetti affetti da dolori cronici. È stato infatti scoperto che il cervello a causa della difficoltà nel localizzare uno stimolo quando le braccia sono incrociate, percepisce lo stimolo dolorifico sulle mani come meno intenso».

Il team di Gallace sta già conducendo in alcune strutture ospedaliere di Adelaide, in Australia, degli esperimenti in pazienti affetti da dolori cronici. «Si tratta di nuovi esperimenti su alcuni casi specifici di pazienti affetti da una particolare sindrome detta CRPS (complex regional pain syndrome, sindrome da dolore regionale complesso), cioè un dolore cronico regionale collocato in una particolare zona del corpo. Anche qui vogliamo valutare l’effetto della postura sul dolore percepito».

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