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BIOLOGIA/ Scienziati ai Caraibi, per ascoltare le discussioni tra le balene

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Un osservatore e un Capodoglio  Un osservatore e un Capodoglio

I risultati degli studi di Gero e dei suoi accoliti sulle “discussioni” fra capodogli ha portato a una scoperta quantomeno inaspettata. Si sapeva già che “parole” diverse (le parole sono dette “codas” dagli studiosi) indicano cose differenti, ma ora si è scoperto che una balena può distinguere chi sta “parlando” in base ad alcune proprietà sonore dei codas. Un po’ come accade a noi, quando distinguiamo una voce di un amico in mezzo ad altre voci apparentemente indistinte.

Le differenze fra una “pronuncia” e un’altra sono emerse dopo una campagna di un paio di mesi al largo di Dominica, seguendo alcuni gruppi storici e molto ben conosciuti di cetacei, così ben conosciuti che a ogni componente è stato dato un nome. A cosa potrebbe servire una capacità di questo tipo? Immedesimandosi per un attimo nella vita di un gruppo di capodogli, è abbastanza immediato capirlo: i gruppi di capodogli sono composti per lo più da femmine e piccoli. É perciò importante poter avere uno strumento di riconoscimento dei componenti dei gruppi, soprattutto dei più piccoli, che vanno protetti da eventuali aggressori, o di cui bisogna verificare la vicinanza in tempi rapidi. I capodogli «hanno vita nomade -spiega il professor Hal Whitehead, che fa parte del progetto-, perciò nella loro vita la cosa più importante che hanno sono i loro compagni».

La minaccia perciò, oltre alla caccia da parte di alcuni paesi ancora troppo legati al commercio di tutto ciò che si può estrarre dalle balene, è l’inquinamento acustico: il numero crescente di imbarcazioni, le bombe di profondità per rilevazioni geologiche, i sonar militari aumentano il rumore di fondo e mascherano la voce dei capodogli. “Nessuno vuole vivere in un concerto rock”, fa notare Gero, ma c’è dell’altro: i capodogli si inabissano a profondità molto elevate, oltre i mille metri, fino al punto in cui le acque dell’oceano diventano nere, confidando per la navigazione solo sul suono. Troppo rumore potrebbe avere conseguenze drammatiche per ognuno di loro.

Molte sono le caratteristiche straordinarie di questi maestosi e affascinanti animali e i partecipanti al “Dominica project” vivono il loro studio con grande passione. Ma la storia e le abitudini dei capodogli non sono che un piccolissimo fenomeno nell’immenso scenario della vita negli oceani. Le scoperte degli ultimi anni ci mostrano un ambiente in larga parte sconosciuto, un vero e proprio mondo alieno, capace di svelarci tesori per noi impensabili. Chi studia da tempo gli abissi lo sa bene e sa quante ricchezze di conoscenza ci aspettano: “è frustrante il fatto di sapere di più sulla Luna che sugli oceani”, osserva Gero con disappunto. Come dargli torto?



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